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Milano
Crisi, polemiche e inchieste: si rischia la fuga dall'Expo

Indiae Turchia ritirate. Altri Paesi tentennano sull'adesione a Expo 2015. Le motivazioni sono diverse: dai marò a sgarbi istituzionali fino alla crisi economica. Ma in realtà incidono anche i ritardi e la corruzione coi continui scandali giudiziari. In Svizzera lanciato una petizione per boicottare Milano con l'hashtag #noexpo.

DAI MARO' ALLA CRISI. I PERCHE' DELLE MANCATE PARTECIPAZIONI - Sono ormai parecchie le assenze annunciate a Expo 2015. Alcune assenze sono dettate da motivi politici. E' il caso della Turchia, che ha annunciato il suo ritiro a febbraio 2014. La motivazione ufficiale è la crisi economica del Paese in seguito alla svalutazione della moneta turca sui mercati internazionali. Ma in realtà ad Ankara hanno pensato di agire con una ripicca al mancato appoggio da parte dell'Italia alla candidatura di Smirne per l'evento del 2020 assegnato poi a Dubai. In Turchia si aspettavano l'appoggio italiano come un dovere morale dopo l'assegnazione dell'evento a Milano, avvenuto nel 2008 in contrapposizione proprio alla città turca. Questioni politiche alla base anche dell'addio dell'India, ormai in aperto conflitto istituzionale con l'Italia in seguito all'intricato caso Marò. Oltre ai due ritiri di Turchia e Ucraina ci sono altri paesi che non hanno aderito all'evento. Legata alla congiuntura geopolitica la mancata partecipazione dell'Ucraina, coinvolta da mesi in uno scontro con la vicina Russia e in una difficile ricostruzione nazionale. Argentina, Sudafrica e Portogallo non ci saranno per motivi economici. A Milano non ci saranno molti paesi che proprio male non stanno, come Australia e Canada, e praticamente tutti i paesi del Nord Europa. Danimarca, Svezia e Norvegia hanno motivato la loro assenza con la mancanza di privati disposti a coprire le spese per gli stand da costruire per l'evento.

IL REFERENDUM SVIZZERO - Ma c'è anche chi dice apertamente che in un Paese e in una manifestazione definiti "corrotti" non ci vuole mettere piede. E' il caso del Canton Ticino, dove in seguito agli scandali giudiziari degli scorsi mesi è stato proposto un referendum anti-Expo con l'obiettivo di far ritirare la partecipazione dei nostri vicini a Expo 2015. Tutto è partito su Twitter, con il lancio di un hashtag #noexpo, diventato in breve tempo molto popolare, in particolare in Canton Ticino. La Lega dei Ticinesi si è fatta subito portavoce di questa battaglia, cavalcando l'onda anti Expo. Secondo il partito, il denaro destinato dalla Svizzera al padiglione espositivo alla mostra di Milano è sprecato. "Rischiano di essere regalati alla ‘ndrangheta e alla mafia", dicono dalla Svizzera. Il partito ha lanciato attraverso il suo sito una raccolta firme per sottoporre a referendum lo stanziamento di 3 milioni e mezzo di franchi (2 milioni e 800 mila euro) per la partecipazione del Cantone Ticino all’Expo. "Perché dobbiamo regalare i nostri soldi a Fallitalia?", si chiedono. Per il momento la partecipazione della Svizzera è confermata ma il prossimo 28 settembre si voterà il referendum.

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