Matteo Salvini torna a chiedere il rinvio dello stop ai diesel Euro 5 previsto dal primo ottobre nei principali centri della Pianura Padana. A poco più di due settimane dalla scadenza, il vicepremier e ministro dei Trasporti rilancia da Milano la battaglia contro le nuove limitazioni. “L’obiettivo è evitare il blocco dal primo ottobre, in tutta la Pianura Padana. Come ministro dei Trasporti ho chiesto la proroga perché danneggiare chi non si può permettere di comprare l’auto o il furgone nuovo non mi sembra intelligente”, ha dichiarato Salvini a margine di un convegno sulla sovranità energetica.
Secondo il leader della Lega, “cinquecentomila cittadini lombardi rischiano di rimanere a piedi”. Nel mirino anche le regole europee: “Non si sono accorti che abbiamo le Alpi a nord e gli Appennini a sud, quindi è più difficile il ricircolo dell’aria”.
Euro 5, la Lega punta al rinvio prima di Pontida
Il Carroccio punta a chiudere la partita in tempi rapidi. Sullo sfondo c’è anche il raduno di Pontida, appuntamento nel quale la Lega vorrebbe poter rivendicare lo slittamento di una misura da tempo contestata. In attesa di un eventuale intervento nazionale, però, Palazzo Lombardia si sta già muovendo per mettere a punto una soluzione alternativa. Gli uffici dell’assessorato regionale all’Ambiente, guidato da Giorgio Maione, stanno lavorando a una delibera che potrebbe approdare in giunta già nei prossimi giorni.
La Regione studia Move-In: fino a 10mila chilometri l’anno
Il piano potrebbe ruotare attorno a Move-In, il sistema che attraverso una scatola nera installata sul veicolo registra i chilometri percorsi. L’ipotesi allo studio è consentire ai proprietari di auto diesel Euro 5 interessate dal divieto di continuare a circolare aderendo al servizio, entro un limite massimo di 10mila chilometri all’anno. Gli automobilisti avrebbero quindi a disposizione un plafond chilometrico utilizzabile anche nelle fasce orarie sottoposte alle limitazioni. La Regione punta così a sfruttare il margine previsto dalla normativa nazionale, che consente l’adozione di misure alternative purché garantiscano una riduzione equivalente delle emissioni.
La Lega: “Evitare che paghino centinaia di migliaia di lombardi”
“È auspicabile il rinvio a livello nazionale e spero che la proposta di Salvini possa trovare largo consenso in Consiglio dei ministri”, afferma il capogruppo della Lega al Pirellone Alessandro Corbetta. “In caso contrario in Lombardia dovremmo mettere in campo delle iniziative per evitare che paghino le conseguenze centinaia di migliaia di lombardi che usano l’auto per studiare, lavorare e spostarsi”. Secondo Corbetta, il blocco sarebbe frutto di “un’imposizione dovuta a una visione solo ideologica dell’ambiente dell’Europa, che non tiene conto delle specificità della Pianura Padana”.
Dove scatterebbe il blocco dal primo ottobre
In Lombardia, riepiloga Repubblica, la misura riguarda Milano, Monza, Brescia e Bergamo, i quattro Comuni sopra i centomila abitanti interessati dal provvedimento. Secondo gli ultimi dati Aci, nella regione circolano 443.334 autovetture diesel Euro 5 ed Euro 5b. In assenza di nuovi interventi, dal primo ottobre per questi veicoli scatterebbero limitazioni nei giorni feriali per tutto l’anno. Dal primo ottobre 2027 il divieto dovrebbe poi essere esteso anche a minibus, pulmini, camion e autocarri diesel Euro 5.
Milano fa già i conti con Area B
Per Milano il quadro è però in parte diverso. Nel capoluogo lombardo le auto diesel Euro 5 sono già sottoposte alle restrizioni di Area B, la zona a traffico limitato che copre gran parte della città ed è attiva dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30. Per gli automobilisti milanesi, quindi, il primo ottobre non segnerebbe il debutto assoluto del divieto. Anche Move-In è già utilizzato per consentire ai veicoli soggetti alle restrizioni di circolare entro un determinato tetto chilometrico. La nuova delibera regionale dovrà quindi chiarire come l’eventuale plafond previsto per gli Euro 5 si coordinerà con le regole già in vigore in Area B. Lo stop, peraltro, avrebbe dovuto entrare in vigore già nell’ottobre 2025. La scadenza era stata poi rinviata di un anno e il perimetro territoriale ristretto ai Comuni con più di centomila abitanti.


