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Dopo gli arresti di Infrastrutture Lombarde, Maroni e Renzi riflettano

Dopo gli arresti di Infrastrutture Lombarde, Maroni e Renzi riflettano
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La giustizia farà il suo corso, si spera in fretta, perché Expo è patrimonio di un intero paese e va aiutato a raggiungere la meta… Il buono, il brutto e il cattivo – Di Daniele Bonecchi

La giustizia farà il suo corso, si spera in fretta, perché Expo è patrimonio di un intero paese e va aiutato a raggiungere la meta. Ma l’arresto di Antonio Rognoni, l’ultimo (in ordine di tempo) “protagonista” di un sistema che sembra al tramonto, oltre a porre Roberto Maroni di fronte ad una seria valutazione su alcuni tra i suoi alleati di governo (ne ha parlato chiaramente Fabio Massa) può sollecitare la politica ad un’altra riflessione. Ma le Regioni non erano nate come organi legislativi? Perché nel corso dei decenni sono diventate dei formidabili centri di potere e di spesa? Forse, il governo Renzi, alle prese con la riforma del titolo Quinto e dei poteri delle Regioni, avrà uno strumento in più per riflettere. Perché la politica regionale deve tornare a guidare i processi e a disegnare le regole, nell’interesse dei cittadini. Siamo così sicuri che le autostrade, gli aeroporti e forse anche gli ospedali possono essere costruiti e poi gestiti da un organo d’indirizzo come la Regione? Tante domande alle quali oggi, dopo la retata a Infrastrutture Lombarde, sarebbe facile dare risposte. Ma la politica ha il compito di valutare a mente fredda. Perché dietro la politica, bisogna ricordarlo, ci sono gli interessi e la vita stessa dei cittadini.