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Milano
Elezioni Milano, Italia Unica: “Ci saremo con un progetto chiaro. Primarie? Vedremo…”

di Fabio Massa

Teresa Grisotti, Avvocato, Associata dello Studio legale "Pedersoli e Associati”, classe 1979 è membro della Direzione Nazionale di Italia Unica, fondatrice e coordinatrice, con Stefano Perissinotto e Giulio Lampugnani della Porta 1 di Milano. Ad Affaritaliani.it spiega: “Noi ci saremo con un nostro progetto molto chiaro. Passera? Ha uno standing di livello internazionale, in molti lo vorrebbero candidato sindaco. Salvini? Inadeguato. Gelmini? Già vista. Berlusconi? Non ce l’ha fatta, in 20 anni”. L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Avvocato Grisotti, Italia Unica si affaccia al panorama politico. A Milano, nel 2016, andrete da soli?
Diciamo che ci saremo. Ci saremo con un progetto nostro, molto chiaro e molto forte. Un progetto assolutamente nuovo. Questo comporta che eventuali colloqui o contatti avranno come punto base di qualunque conversazione il progetto e il programma. Se attorno a quel progetto e a quelle proposte ci fossero punti in comune con altri il dialogo è bene accetto e doveroso. La partenza è che certamente qualunque tipo di accordo, o decisione di presentarsi con qualcuno sarà esclusivamente basato su proposte concrete.

Tuttavia, se ci saranno primarie a destra e a sinistra, come fate a fare accordi?
Noi non amiamo molto la suddivisione tra destra e sinistra, ma tant’è, in Italia si ragiona così. Le primarie di centrosinistra non sono cosa che ci riguarda. Siamo più vicini a quelle del centrodestra, anche se per come si sta parlando di primarie nel centrodestra, neppure queste ci riguardano. 

Perché?
Sembrerebbe che non siano delle primarie volte a presentare un progetto per la città. Si tratterebbe solo di stabilire chi è meglio far correre per non far perdere ulteriori consensi. Così, per come sono state impostate, non sembra che possiamo partecipare.

Allora parliamo di contenuti: mi dica due cose che non vanno a Milano e che bisogna risolvere.
Difficile individuare solo due cose. Però direi che uno dei punti centrali del nostro programma riguarderà il post-Expo. 

Che cosa volete nell’area del post Expo?
Qualunque genere di progetto che si può immaginare per quell’area non può essere tenuto distinto dalla città. La zona dove far crescere le nuove start up o una cittadella universitaria, ma non può essere un’area scissa. Deve essere uno dei punti da cui far ripartire la città. 

La seconda cosa?
L’inclusione sociale, secondo me. Un tema che riguarda qualunque settore della vita della città. Oggi si sentono persone che urlano: basta i rom. Non è sufficiente, oltre ad essere sbagliato. Bisogna prendere coscienza che è un problema da affrontare ma deve essere affrontato e risolto non urlando e basta. Bisogna pensare ciò che consegue lo smantellamento dei campi rom. La ruspa non basta.

Diamo un po’ di aggettivi: Matteo Salvini?
Assolutamente inadeguato.

Giulio Gallera?
Non sufficiente.

Mariastella Gelmini?
Già vista.

Roberto Maroni?
Non ha lo standing.

Maurizio Lupi?
Non ha uno standing internzionale adeguato.

Silvio Berlusconi?
Ha avuto 20 anni di tempo per cambiare l’Italia. Con tantissimo potere in termini di voti per realizzare quel che ha promesso. Non ce l’ha fatta.

Corrado Passera sindaco?
E’ una cosa che da qualche tempo si legge e si vocifera in città. Ma è prematuro pensare alle candidature, prima di tutto bisogna pensare al programma.

Ma lo escludiamo?
Escludere a priori le cose è sempre sbagliato. Da qui a un anno le condizioni in cui si presenterà la città potranno cambiare. Molte variabili sono in gioco.

Larghe fette del partito lo vorrebbero in campo…
E’ normale: ha uno standing e una credibilità a livelli internazionali.  E’ normale che si auspichi la sua candidatura. La scelta e la decisione però sarà fatta non solo sugli auspici ma sui fatti concreti.

@FabioAMassa

Tags:
elezioniitalia unicapassera







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