Il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge lombarda che regola le nuove aperture di impianti per la distribuzione dei carburanti. A comunicarlo e’ stato il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo (Ncd). Il documento era stato approvato dall’aula lombarda nel dicembre dello scorso anno. A finire nel mirino, in particolare, e’ il fatto che, la legge regionale “impone obblighi di erogazione” di carburanti a basso impatto ambientale (come metano e Gpl) “a carico dei soli nuovi gestori e di quelli che intendano ammodernare i propri impianti”. Nella delibera del Cdm si legge che la norma statale “prevede che, al fine di garantire il pieno rispetto dell’ordinamento comunitario in materia di tutela della concorrenza e di assicurare il corretto e uniforme funzionamento del mercato, l’installazione e l’esercizio di un impianto di distribuzione di carburanti non possono essere subordinati all’obbligo di erogazione di piu’ tipologie di carburanti” se tale obbligo “comporta ostacoli tecnici o oneri economici eccessivi e non proporzionali alle finalita’ dell’obbligo”. Inoltre queste disposizioni sarebbero “ingiustificatamente discriminatorie perche’ non impongono obblighi analoghi anche agli operatori gia’ attivi creando, di conseguenza, barriere all’ingresso nel mercato.
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