Tutti riconfermati, o quasi. La direzione del Pd lombardo ha deciso da chi sarà composta la lista da sottoporre al segretario del partito. Due i pesi massimi uscenti: Antonio Panzeri e Patrizia Toia. Della partita sarà anche Alessia Mosca, deputata vicinissima a Letta e conoscitrice dei meccanismi comunitari. Il suo nome dovrebbe prendere il posto di quello di Francesca Balzani, che ha preferito rimanere legata a Milano.
Si apre poi la querelle sul capolista, scelta che spetta al segretario Renzi. In pole ci sono Mercedes Bresso, espressione del Pd piemontese e Sergio Cofferati che spiega: “E’ sostanzialmente sicuro che sarò candidato. Ma la posizione di capolista per il momento non è sicura perché la decide il partito nazionale”. A volere quel posto c’è anche Stefano Boeri; la direzione lombarda lo vorrebbe vedere al top della lista, condicio sine qua non per candidarsi, spiega lo stesso Boeri. Ma il posto non è affatto assicurato per due motivi: Primo, Renzi potrebbe preferire una donna per quella posizione. Secondo, non è detto che Boeri abbia una forza trainante superiore ai suoi competitor.
Dal Pd lombardo arrivano anche altri nomi, come quello di Francesca Zaltieri, vicepresidente della provincia di Mantova, Sergio Aureli, sindacato dei transfrontalieri, Luigi Morgano, segretario della federazione Scuole materne, Paolo Sinigaglia, Italia Nostra, Eugenio Massetti, presidente Confartigianato Lombardia e Roberto Stasi, A capo del Pd londinese.
