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L’allarme Coldiretti: “Expo, festa per le industrie, ma le stalle lombarde chiudono”

Il presidente lombardo di Coldiretti, Ettore Prandini: “In tutta l’Italia la crisi del prezzo del latte e della carne sta mettendo in ginocchio il settore zootecnico”. La Coldiretti regionale stima, infatti, che solo in Lombardia sia di circa 150 milioni di euro il danno agli allevamenti da latte provocato dal taglio di oltre il 19% sul prezzo al litro

“L’Expo apre e le stalle chiudono”. A cento giorni dall’apertura dell’Esposizione Universale e’ la Coldiretti a lanciare l’allarme perche’, secondo quanto spiegato dal presidente lombardo, Ettore Prandini, “si rischia che sia la festa solo delle industrie” visto che “in tutta l’Italia la crisi del prezzo del latte e della carne sta mettendo in ginocchio il settore zootecnico”. La Coldiretti regionale stima, infatti, che solo in Lombardia sia di circa 150 milioni di euro il danno agli allevamenti da latte provocato dal taglio di oltre il 19% sul prezzo al litro, precipitato dai 44,5 centesimi del 2014 ai 36 attuali. “Le industrie e i supermercati ingrassano – ha detto Prandini – mentre le stalle muoiono”. In Lombardia, dove si munge il 40 per cento di tutto il latte italiano e dove si alleva la meta’ di tutti i suini a livello nazionale, le stalle di bovini e suini sono passate – secondo gli ultimi dati dell’Anagrafe zootecnica analizzati da Coldiretti – da 24.422 a 24.262: con un calo medio di 13 al mese. “Rischiamo – ha concluso Prandini – che l’Expo si apra circondato dalle macerie del sistema zootecnico nazionale e senza quei tesori agroalimentari che hanno fatto la fortuna del sistema Italia, dal Grana Padano al Parmigiano, dal lardo di Colonnata al prosciutto di Parma e al San Daniele. Pensiamo sia arrivato il momento per creare una nuova distribuzione del valore economico all’interno della filiera agricola”

“La risposta alla grave crisi del prezzo del latte non è certo il Piano messo a punto dal Governo, che vale sulla carta 108 milioni, ma, di questi, solo 8 milioni sono veri, perché stanziati per il 2015, mentre gli altri sono suddivisi 50 e 50 nei prossimi due anni e sappiamo con quanta facilità l’Esecutivo cambia le disponibilità a Bilancio. E intanto le aziende chiudono. Le soluzioni sono altre, ma finora dal ministero delle Politiche agricole non sono arrivati segnali di sorta”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura della Lombardia Gianni Fava, intervenendo questa mattina, a un incontro con gli agricoltori e gli studenti nell’Auditorium della Cassa rurale artigiana di Rivarolo Mantovano.