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Milano
Expo, Frigerio scrive in carcere e la politica trema

L'ennesima millanteria, come sostiene qualcuno? O lo sfogo di una persona finita in carcere? O - come sostengono altri - una lucida analisi politica che può far tremare il mondo della politica lombardo e non solo? Gianstefano Frigerio, come riporta Libero, prende carta e penna (nel senso letterale del termine) e con caratteri infantili e tutti maiuscoli, annuncia la propria piena e totale collaborazione con la magistratura. La lettera dell'ex segretario della Dc, finito in carcere nel caso degli appalti pilotati di Expo, scrive: "Che cosa conta veramente per me? L'amore della mia famiglia e un brandello di vita. Ecco perché sono giunto alla conclusione di una collaborazione leale, senza sotterfugi, né ambiguità. Lo so che non potrà né ora né in futuro leggere le carte dell'indagine, ma proprio per questo mi affido al magistrato perché mi aiuti nella ricostruzione delle mie responsabilità, con la speranza di slavare dallo stresso di questa situazione disperata un po' di salute, un po' di vita per godermi l'amore dei miei cari. Questa è l'unica dolorosa strada in alternativa ad una sdisperata follia".

A Frigerio è stata negata per due volte la scarcerazione, malgrado sia quasi cieco. "Ora non riesco più a leggere e mi devo far aiutare per espletare le funzioni più minute. Quindi non ho preso visione di alcun documento dell'inchiesta e realisticamente non potrò farlo neppure nei prossimi mesi perché la battaglia per la vita è persa, tragicamente persa". E ancora: "Ho la consapevolezza di essere stritolato da scontri e tensioni istituzionali del tutto estranei alla mia vicenda, alla mia persona, ai miei diritti, alla salute e alla mia vita".

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