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Milano
Inchiesta Expo, Maltauro terrà gli appalti. Schiaffo a Pisapia

Non ci sarà alcuna risoluzione dei contratti su Expo affidati all'impresa di costruzioni Giuseppe Maltauro, coinvolta nell'inchiesta della Procura milanese sugli appalti: lo annuncia l'impresa con una nota dopo una comunicazione ricevuta dalla società Expo 2015 spa. Nei giorni scorsi era stato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, a chiedere invece di revocare gli appalti all'impresa veneta (per il cui titolare gli avvocati hanno chiesto la scarcerazione).

Expo 2015 ha informato la Maltauro che "in seguito a compiuta istruttoria e alla riunione tenutasi lo scorso 3 giugno presso la prefettura di Milano - si legge nella nota dell'impresa di costruzioni - non sono stati rilevati elementi sufficienti a motivare la soluzione dei contratti". E di conseguenza la società veneta "porterà avanti l'esecuzione dei contratti aggiudicati, a stesso dire della medesima stazione appaltante, in assenza di vizi estrinseci nella procedura di scelta del contraente".

La nota della Maltauro arriva in concomitanza con la notizia su Luigi Grillo, l'ex senatore del Pdl arrestato nell'ambito della stessa inchiesta, che si è presentato al colloquio in carcere con i familiari con un biglietto contenente un elenco di nomi di giornalisti. Il foglio, sequestrato dalla polizia penitenziaria, conteneva i nomi di Bruno Vespa, Giorgio Mulè, Aldo Cazzullo e di altre persone, tra cui anche l'ex eurodeputato Vito Bonsignore. Secondo gli inquirenti, probabilmente Grillo voleva che i familiari sensibilizzassero queste persone sulla sua vicenda. Ai nomi dei cronisti era talvolta affiancato il nome della città in cui vivono.

E in attesa che il Riesame decida sull'impugnazione dell'ordinanza di custodia cautelare da parte di di Grillo, il cui termine scade lunedì, i difensori dei coindagati Enrico Maltauro e Angelo Paris hanno presentato al gip Fabio Antezza un'istanza di scarcerazione. Sergio Cattozzo, ex segretario regionale ligure dell'Udc, dovrebbe essere riascoltato dai pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio la prossima settimana in relazione alla distribuzione delle presunte mazzette pagate proprio da Maltauro agli esponenti della cosiddetta cupola degli appalti.

Nell'istanza per Maltauro l'atteggiamento collaborativo dell'imprenditore vicentino, assistito dai legali Giovanni Maria Dedola e Paolo Grasso, che prima davanti al gip e poi per due volte davanti ai pm Gittardi e D'Alessio ha ricostruito, fornendo "ampi chiarimenti", il sistema delle presunte tangenti per assegnare
 

gli appalti. Maltauro aveva raccontato che lui per lavorare in quel "sistema" aveva dovuto pagare e aveva spiegato che da parte degli organizzatori della "presunta cupola degli appalti" arrivavano "continue richieste di soldi" e c'erano "continue trattative".

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