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Milano
Idea: Carlo Petrini presidente dell'Expo


Di Stefano Golfari

Expodisasstro: nutrire i furfanti. Energia per cacciarli? Renzi ci prova con Cantone, ma con una indagine in corso è troppo tardi: la pulizia oramai la fa la Procura di Milano che certamente mette più paura dell' ennesimo Commissario anticorruzione. Il problema è un altro: è che la gente si è rotta di fare la ola al business altrui. L'entusiasmo è crollato. E' caduta la maschera, e sotto alla maschera sono comparse le facce di Frigerio e di Greganti: facce vecchie.  Le facce consumate dei soliti lupi e delle solite faine dell' Italietta sbranapollai. Sconfortata, la gente ora pensa che l' Expo è roba loro, affari loro, cazzi loro. Niente è più distante dal sogno di una Esposizione internazionale che segnasse il futuro di tutti, del mondo! Niente apparirà domani più ridicolo di quell'intestazione imbellettata da colori sgargianti: EXPO' 2015, NUTRIRE IL PIANETA. ENERGIA PER LA VITA. Niente è meno vitale e meno energico di un'attesa ridotta alla costruzione dei padiglioni. Ce la faranno? Ma a chi volete che interessi? A quelli che montano e a quelli che smontano. A quelli che ci guadagnano. Mazzetta sì o mazzetta no è business per chi è del giro. Affari loro, cazzi loro.

Giunti a questo punto l' EXPO' è morto. Senza entusiasmo, senza adesione popolare, senza visione e senza massa, resta un Fierone improbabile che apre e chiude come un Circo di paese. Che fare?
Cambiare verso ma per davvero. Cambiare testa. Cambiare capo. Basta tecnici, però, basta tattica. Ci vuole strategia e filosofia. Forse anche per il gusto di combattere la fretta traditrice, il "FAST", con un calmo, olimpico "SLOW"… Carlo Petrini è la mia scelta. L'uomo di Slow-food, l'uomo che incomprensibilmente è lasciato ai margini del "Comitato scientifico" mentre anche un idiota lo avrebbe da sempre individuato come il vertice naturale di tutta l'avventura (e avercene…), lui che ha "mangiato l'idea" (direbbe Gaber…) che conquista il mondo proprio sul terreno di un sogno concreto super-italiano e super-globale è incontestabilmente una risorsa. Altre simili ce ne sono, ma Slow-Food ha 1 milione di membri, centomila supporters, 2000 food comunities, 1000 giardini in Africa, Terra Madre e il Salone del Gusto nel curriculum). E'un piatto forte, indigesto a molti, che ci farebbe discutere, litigare, sperare, sorridere, odiare ma forse finalmente anche amare questo Expò come qualcosa di nostro e come qualcosa di vivo. Ma, badabèn: per funzionare il Petrini dovrebbe avere pieni poteri, liberi e cazzuti.

Questa è solo la mia ideuccia pellegrina: non conosco personalmente Petrini e lui nemmeno sa che esisto. Altri nomi? Carlo Rubbia (magari il ticket) per la parte "Energia". Nomi di questo livello, insomma… e con poteri reali in mano. Se no…da chi, diversamente dal sottoscritto, conta qualcosa in merito attendiamo idee migliori. Sappiamo tutti, però, che le inchieste hanno il brutto vizio di continuare, che l'Expo è all'ultima chance e deve cambiare non il passo ma la strada. Per un tema così impegnativo come NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA è evidente e fin banale rendersi conto che Sala non basta, Pisapia non basta, Maroni non basta. La Procura non basta. La faccia di Renzi non basta. Se invece l' Expo non cambia per chiuderlo potrebbe bastare Grillo, la cui voglia di "vaffa" entusiasma e cresce e non potrà essere esclusa dal tavolo delle decisioni importanti ancora per molto.

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