Con l’approvazione della legge regionale sui Data Center, la Lombardia compie un passo storico e si conferma ancora una volta il motore dell’innovazione italiana. Siamo la prima Regione in Italia a dotarsi di una normativa organica capace di governare in modo chiaro, moderno e sostenibile lo sviluppo delle infrastrutture digitali.
Non si tratta soltanto di una legge tecnica. È una scelta strategica. I Data Center rappresentano infatti l’infrastruttura portante dell’economia digitale: ospitano dati, servizi cloud, intelligenza artificiale, piattaforme pubbliche e private, sistemi produttivi avanzati. Rappresentano quindi, le fondamenta della competitività futura dei territori.
La Lombardia già oggi ospita quasi la metà dei Data Center presenti in Italia, ovvero 67 su 168. Un primato che comporta opportunità straordinarie ma anche grandi responsabilità, a partire dalla tutela della nostra sovranità digitale: garantire il controllo e la sicurezza dei dati strategici sul territorio è ormai un pilastro fondamentale per l’autonomia economica e istituzionale del Paese. Per questo si è deciso di colmare il vuoto legislativo con regole certe, tempi chiari e criteri uniformi, superando un vuoto normativo che rischiava di rallentare gli investimenti e creare disomogeneità tra i territori.
La legge nasce con un obiettivo preciso: coniugare sviluppo digitale, sostenibilità ambientale e tutela del territorio. Si è scelto di favorire prioritariamente il recupero delle aree dismesse, limitando il consumo di nuovo suolo e incentivando la rigenerazione urbana. È una visione moderna di sviluppo, che punta a trasformare luoghi inutilizzati in opportunità di crescita e occupazione qualificata.
Grande attenzione è stata posta anche al tema energetico e ambientale. I nuovi insediamenti dovranno adottare tecnologie efficienti, sistemi avanzati di raffreddamento e modelli innovativi di recupero energetico, promuovendo anche il riutilizzo del calore prodotto. La transizione digitale non può prescindere dalla sostenibilità: innovazione e ambiente devono procedere insieme.
Si è inoltre rafforzato il ruolo di coordinamento della Regione, introducendo strumenti di monitoraggio e pianificazione che consentiranno ai territori di affrontare con maggiore efficacia un fenomeno destinato a crescere nei prossimi anni. La presenza di infrastrutture digitali strategiche richiede infatti visione, programmazione e capacità amministrativa. Questa legge rappresenta anche un messaggio molto chiaro agli investitori internazionali: la Lombardia è pronta ad accogliere innovazione, capitale e tecnologia dentro un quadro regolatorio stabile e trasparente. In un contesto globale in cui la sovranità digitale e la gestione dei dati diventano sempre più centrali, vuole essere protagonista.
Il confronto politico e territoriale naturalmente continuerà, tenendo sempre in debito conto le richieste dei comuni e degli attori interessati. Oggi, tuttavia, possiamo dire con orgoglio che la Lombardia non ha scelto di inseguire il cambiamento: ha scelto di guidarlo. La trasformazione digitale non è più un orizzonte lontano. È il presente. Regione Lombardia vuole costruirlo con responsabilità, pragmatismo e visione strategica, mettendo al centro cittadini, enti locali, imprese e territori.
di Ruggero Invernizzi, consigliere lombardo di Forza Italia e sottosegretario Controlli, Patrimonio e Digitalizzazione
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