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Il Flaminio è lo show room dei vincoli ma la Lazio incassa il primo sì

Adesso comincia la parte più complicata: trasformare il progetto stadio da approvabile a sostenibile e politicamente difendibile

Il Flaminio è lo show room dei vincoli ma la Lazio incassa il primo sì

Il progetto del nuovo Flaminio supera il primo esame ma la partita è tutt’altro che chiusa. La Conferenza dei servizi preliminari sul progetto della Lazio per la rifunzionalizzazione dello stadio, progettato da Pier Luigi Nervi, si è conclusa con un esito favorevole ma accompagnato da una serie di prescrizioni. È un passo avanti importante per il club biancoceleste, ma non è ancora il via libera.

Il sì con prescrizioni: nel mirino, pensilina e secondo anello

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Una immagine dell’esterno dello Stadio Flaminio di Roma

La Soprintendenza speciale di Roma ha espresso un parere favorevole ma subordinato al rispetto di precise condizioni. La prima questione è la pensilina della tribuna, uno degli elementi caratterizzanti dell’opera di Nervi. La seconda riguarda il secondo anello progettato dalla Lazio e il suo impatto sulla percezione dell’impianto originale, compresi i pilastri esterni destinati a sostenerlo. La Lazio immagina uno stadio con una capienza sui 50mila posti ma proprio l’inserimento del secondo anello è uno dei punti sui quali la tutela monumentale impone maggiore attenzione. Il progetto dovrà quindi trovare un equilibrio tra l’esigenza di aumentare la capienza e quella di non alterare la leggibilità dell’architettura di Nervi.

I dossier in bilico: piano economico finanziario, archeologia e mobilità

Il progetto della Lazio vale circa mezzo miliardo di euro. Nel piano economico-finanziario sono previsti circa 284 milioni di euro di finanziamenti bancari e 24 di risorse pubbliche, richieste non ancora sottoposte all’analisi dei tecnici nell’ambito della Conferenza di servizi preliminare. Poi c’è l’archeologia: il Flaminio si trova in una zona ad altissima densità di testimonianze storiche tale da dover accompagnare gli interventi sul sottosuolo con analisi e verifiche. L’altro dossier si lega alla mobilità: la fermata Auditorium della Metro C sarà attivata anni dopo l’ipotizzata apertura del nuovo impianto. Il Dipartimento Mobilità dovrà quindi verificare soluzioni per evitare che ogni evento si trasformi in un problema.

Pubblico interesse e dibattito pubblico: ora arriva la parte politica

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Il prossimo, vero ostacolo sarà dunque il pubblico interesse. Il parere della Soprintendenza consente alla Lazio di chiedere al Campidoglio di procedere, ma ci si domanda come si possa votare il pubblico interesse senza avere una valutazione completa del piano economico-finanziario. L’unica strada è ricalcare il modello Pietralata: primo voto come passaggio preliminare, seguito da una conferma legata al progetto definitivo e alle verifiche economiche e tecniche. Del resto il Flaminio non è soltanto uno stadio. È un’opera monumentale nel cuore di Roma che non riguarda solo la Lazio e i suoi tifosi, ma anche la vivibilità di un intero quartiere e la tutela di un patrimonio architettonico inserito in un quadrante urbano delicatissimo.