Il progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata entra nella fase decisiva con l’avvio della Conferenza dei servizi decisoria, il passaggio che spalancherà le porte all’opera da 1,5 miliardi di euro voluta dalla famiglia Friedkin. Lo stato dell’arte del progetto è stato presentato nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Lo stadio, Euro 2032: la Roma e la città si giocano tutto

La tempistica non è casuale. Entro il 31 luglio la Federcalcio dovrà indicare gli stadi italiani destinati a ospitare gli Europei del 2032 e il progetto, che prevede anche Pietralata, deve dimostrare di rispettare il cronoprogramma imposto dalla Uefa. Per questo il Governo ha deciso di accelerare ulteriormente l’iter. Il sindaco Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca sono stati nominati subcommissari del commissario straordinario per gli stadi di Euro 2032, Massimo Sessa. L’obiettivo è e trasversale: tagliare i tempi della burocrazia e il traguardo entro la primavera 2027. E per riuscirci serve arrivare entro settembre alla conclusione della Conferenza dei servizi.
Non si costruisce solo uno stadio, ma un nuovo quartiere
La sfida assume anche connotati politici. Posare la prima pietra prima delle prossime elezioni (nel 2027 a Roma si vota anche per eleggere il Sindaco) è irrinunciabile sia per il Campidoglio sia per la Regione. Roberto Gualtieri e Francesco Rocca parlano di un progetto destinato a cambiare il volto di Pietralata, rivendicando anni di lavoro e collaborazione con la società giallorossa abbiano permesso di costruire un progetto dal respiro ben più ampio del solo impianto sportivo. Sono infatti previsti 100 milioni di euro destinati alla riqualificazione urbane. Oltre allo stadio nasceranno aree verdi, percorsi ciclopedonali, interventi di riqualificazione urbana: 100 milioni di euro, finanziati dalla Roma.
Ultimo passaggio burocratico: la partita si gioca sulle osservazioni

La sensazione è che dopo anni di rinvii, ricorsi e polemiche, Pietralata sia a un passo dal tagliare il traguardo. Non resta che attendere le ultime formalità burocratiche. Dopo l’ordinanza firmata dal commissario Sessa, gli enti coinvolti hanno esaminato il progetto, richiesto integrazioni e ricevuto dalla Roma tutta la documentazione necessaria. Depositate anche le osservazioni degli uffici pubblici e quelle dei comitati contrari all’opera. Toccherà adesso al club presentare le controdeduzioni primadell’ultima seduta della Conferenza dei servizi, destinata a dare il via libera definitivo. Se non emergeranno nuovi ostacoli, il nuovo stadio della Roma è pronto a lasciarsi alle spalle le carte per diventare una solida realtà.

