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La trappola della ludopatia digitale: prevenire è meglio che curare

La ludopatia digitale richiede attenzione, consapevolezza e un impegno concreto sul fronte della tutela delle persone, a partire dai più giovani. Di questo si è parlato anche in occasione del recente convegno organizzato dal Corecom Lombardia, svoltosi a Palazzo Pirelli

La trappola della ludopatia digitale: prevenire è meglio che curare
Ruggero Invernizzi

La trasformazione digitale rappresenta uno dei pilastri strategici del Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile della Lombardia. È un motore di progresso, efficienza e semplificazione per cittadini e imprese, ma governare l’innovazione significa anche riconoscerne i rischi e intervenire per prevenirli. Tra questi, la ludopatia digitale è una questione che richiede attenzione, consapevolezza e un impegno concreto sul fronte della tutela delle persone, a partire dai più giovani. Di questo tema ho parlato anche in occasione del recente convegno organizzato dal Corecom Lombardia, svoltosi a Palazzo Pirelli.

Il gioco d’azzardo ha progressivamente superato i confini dei luoghi fisici tradizionali. Oggi il casinò in senso lato è sempre aperto, non chiude mai ed è custodito nelle nostre tasche. Lo smartphone, infatti, consente di accedere in qualsiasi momento a piattaforme di gioco, mentre i pagamenti digitali e le carte virtuali possono ridurre la percezione del denaro speso. In questo contesto, alcune piattaforme utilizzano notifiche, ricompense e meccanismi di coinvolgimento progettati per trattenere a lungo l’utente, sfruttandone anche i momenti di maggiore vulnerabilità. Il fenomeno assume forme diverse. Nei videogiochi, l’acquisto di pacchetti a sorpresa con denaro reale può avvicinare i più giovani a dinamiche assimilabili a quelle dell’azzardo. I micropagamenti, anche di pochi euro, possono accumularsi fino a incidere significativamente sul bilancio familiare. Analogamente, alcune piattaforme finanziarie adottano interfacce e modalità di interazione che rischiano di trasformare attività complesse, come il trading, in comportamenti impulsivi e assimilabili alla scommessa.

A destare particolare preoccupazione è l’esposizione precoce dei minori. Il confine tra videogioco e gioco d’azzardo può diventare difficile da riconoscere, soprattutto quando le logiche commerciali si intrecciano con strumenti digitali capaci di stimolare attenzione e partecipazione continue. Per questo è necessario superare una lettura del problema limitata alla responsabilità individuale: prevenire le dipendenze significa anche comprendere i meccanismi tecnologici che possono favorirle. Regione Lombardia intende affrontare questa sfida promuovendo una cultura dell’innovazione responsabile, nella quale lo sviluppo tecnologico proceda insieme alla tutela della persona. In questa prospettiva si inserisce anche il progetto di legge regionale sull’Intelligenza Artificiale, orientato a promuovere un utilizzo sicuro, trasparente ed etico dei dati e degli algoritmi. L’azione deve svilupparsi lungo tre direttrici. La prima riguarda l’etica degli algoritmi, affinché la profilazione e l’impiego dei dati personali non diventino strumenti per sfruttare le fragilità degli utenti. La seconda è l’educazione digitale: scuole, famiglie e comunità locali devono essere messi nelle condizioni di riconoscere i rischi della rete e comprendere i meccanismi che orientano i comportamenti online. La terza riguarda le regole e la prevenzione, promuovendo strumenti efficaci di verifica dell’età, monitoraggio dei comportamenti a rischio e intervento tempestivo da parte dei gestori delle piattaforme.

La risposta non può limitarsi alla cura delle dipendenze quando il problema è già emerso. Occorre agire prima, attraverso informazione, responsabilità progettuale e adeguati strumenti di tutela. La maturità digitale di una regione si misura anche dalla capacità di accompagnare l’innovazione senza lasciare indietro nessuno. La tecnologia deve essere al servizio della crescita e del benessere collettivo, non diventare una fonte di dipendenza. Mettere al centro la salute, la dignità delle persone e la serenità delle famiglie significa dare al progresso un obiettivo chiaro: migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini.

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