Nove milioni di euro, una dea trasformata in influencer e un ministero che cambia musica. Con Gianmarco Mazzi al Turismo, la creatura pubblicitaria dell’ex ministra sembra destinata al museo delle occasioni perdute.
Cercasi Venere disperatamente. Ultimo avvistamento: Instagram, maggio 2026. Poi il nulla. Nessuna cartolina, nessun selfie, nemmeno un malinconico saluto ai follower. La protagonista di Open to Meraviglia, la campagna turistica da nove milioni di euro fortemente voluta da Daniela Santanchè, sembra essersi dissolta come un miraggio sull’autostrada delle vacanze italiane.
E pensare che doveva conquistare il mondo. La Venere di Botticelli, strappata idealmente agli Uffizi e trasformata in una turista contemporanea, girava l’Italia dispensando sorrisi e meraviglie. Una sorta di Chiara Ferragni rinascimentale, con qualche secolo di esperienza sulle spalle e un guardaroba decisamente aggiornato. Oggi, invece, silenzio tombale. La dea dell’amore è stata lasciata in visualizzato.
Arriva Mazzi, la Venere si mette in aspettativa
Il cambio della guardia al ministero del Turismo sembra aver prodotto anche un cambio di stagione pubblicitaria. Fuori Santanchè, dentro Gianmarco Mazzi. E della creatura che aveva accompagnato l’epopea comunicativa della Pitonessa non si sente praticamente più parlare. La spiegazione ministeriale è un capolavoro di sobrietà burocratica: «Ci stiamo concentrando su una comunicazione più tecnica». Traduzione libera: basta influencer mitologiche, adesso possibilmente parliamo di turismo.
La campagna, nata nel 2023 e successivamente ribattezzata Welcome to Meraviglia, aveva già collezionato polemiche, ironie e critiche. Ora rischia di aggiungere al curriculum l’ultima specialità italiana: le iniziative milionarie che sopravvivono meno delle polemiche che le hanno accompagnate.
Nove milioni di promozione e il mistero della dea scomparsa
Sul conto va fatta una precisazione: i nove milioni rappresentavano il budget promozionale complessivo indicato per Enit, mentre Santanchè aveva quantificato in 138mila euro il costo della specifica campagna creativa. Una distinzione importante, che non cancella la domanda: che fine ha fatto il progetto e quali risultati ha prodotto?
Nel frattempo l’ex ministra deve fare i conti con le proprie vicende giudiziarie e con un futuro politico tutto da decifrare. La Venere, almeno, può consolarsi: Botticelli le ha garantito l’immortalità. Alla sua madrina politica toccherà conquistarsela alle prossime elezioni.
Morale della favola: in Italia persino le divinità possono perdere il posto quando cambia il ministro. E la vera meraviglia, ormai, sarebbe sapere dove sono finite.
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