L’ondata di calore dell’estate che ci siamo appena lasciati alle spalle ha riattivato l’allarme incendi boschivi in Lombardia, mettendo sotto pressione il sistema di soccorso regionale. A pagare il prezzo più alto è stato il territorio di Como, ferito dal vasto rogo che in agosto ha devastato circa trenta ettari del Monte Goj. Tra evacuazioni e foreste ridotte in cenere, l’episodio riaccende i riflettori sulla fragilità e sulla tutela del patrimonio verde.
All’indomani del drammatico evento, Regione Lombardia ha compiuto un passo fondamentale per la messa in sicurezza e il completo recupero dell’area istituendo un tavolo tecnico a Milano presso l’Assessorato al Territorio e Sistemi verdi. All’incontro ha preso parte attiva il consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi, che ha tracciato la strada per gli interventi urgenti e strutturali necessari.
“La nostra comunità ha fronteggiato l’emergenza grazie a tutto il personale impegnato in prima linea e a Regione Lombardia, che ha messo in campo ingenti risorse. Ora, di fronte alle ferite profonde e ai danni drammatici causati dal rogo sul Monte Goj – dichiara Sergio Gaddi –, concretezza e operatività sono le uniche risposte possibili che le istituzioni devono garantire ai cittadini. L’assessorato ai Sistemi verdi ha assunto con determinazione la cabina di regia di questo percorso, garantendo non soltanto una copertura finanziaria costante, ma anche il fondamentale coordinamento operativo di tutte le opere da realizzare sul campo”.
All’incontro hanno partecipato i vertici delle strutture tecniche regionali, la Provincia di Como, il Parco regionale Spina Verde, l’amministrazione comunale, ATO Como e i rappresentanti delle associazioni locali dei quartieri di Albate, Muggiò e Lora, uniti nella volontà di dare risposte rapide alla comunità. Tra le decisioni centrali emerse dal confronto vi è l’impegno concreto di inserire finanziamenti mirati per la città e la provincia all’interno del prossimo piano regionale contro il dissesto idrogeologico, da presentare tra fine ottobre e inizio novembre. Tali fondi andranno a sostenere i progetti puntuali e le priorità che emergeranno dall’analisi del territorio.
“Ora la priorità assoluta – prosegue Gaddi – è accelerare al massimo la chiusura e l’aggiornamento del progetto esecutivo, adeguato alla situazione del terreno dopo l’incendio, e completare l’iter per le ultime autorizzazioni idrauliche mancanti. È indispensabile che la messa in sicurezza dei versanti e delle vie forestali sia completata prima dell’arrivo delle piogge autunnali. Per monitorare passo dopo passo l’avanzamento dei cantieri, il tavolo di confronto rimarrà permanente e si riunirà con cadenza periodica per accompagnare Como verso il totale ripristino dell’area”.


