Lo spettacolo viaggiante — nelle sue forme di luna park, circo, esibizione musicale dal vivo e manifestazione fieristica — rappresenta un patrimonio culturale e sociale di rilevante peso economico, oggi messo a rischio dall’aumento dei costi operativi, da un quadro normativo lacunoso e da una percezione pubblica che ne sottovaluta il valore. La Commissione Cultura di Regione Lombardia ha deciso di intervenire con due progetti di legge bipartisan, elaborati in dialogo con gli operatori del settore, per riconoscere, tutelare e sostenere concretamente questo comparto.
Il consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi, vicepresidente della Commissione Cultura, Ricerca e Innovazione, fa parte del gruppo di lavoro che sta esaminando le proposte. «Scopo delle proposte di legge, condivise anche con la Commissione Attività Produttive, è dare finalmente riconoscimento, dignità e supporti concreti a chi opera in un settore fragile, spesso condizionato dalla meteorologia, fortemente rappresentativo della nostra cultura e tradizione popolare», spiega. «Un mondo fatto di comunità e famiglie intere che lavorano senza sosta tramandando da generazioni un mestiere antico, e che offrono preziose occasioni di socialità e aggregazione.»
I numeri danno la misura di un comparto tutt’altro che marginale. Secondo il rapporto SIAE 2024, in Italia lo spettacolo itinerante genera oltre 3,3 milioni di eventi all’anno, 253,5 milioni di spettatori e una spesa superiore ai 4 miliardi di euro. In questo scenario, la Lombardia si conferma regione leader: 620.000 eventi, 53,6 milioni di spettatori, oltre un miliardo di spesa.
Eppure sono stati anni duri. Prima la pandemia ha spento le piazze e cancellato stagioni intere. Poi l’impennata dei costi: energia, trasporti, manutenzioni, assicurazioni. Tra le misure allo studio c’è l’istituzione di un registro degli operatori lombardi, il riconoscimento dello spettacolo viaggiante come bene culturale e presidio educativo — «forte in tempi di eccessivo individualismo digitale e virtuale», sottolinea Gaddi — oltre alla promozione della formazione professionale.
«Luna park, circhi e affini, ma anche chi suona dal vivo e ha purtroppo sempre meno sale a disposizione per esibirsi, costituiscono un giacimento artistico affascinante oltre che un importante indotto economico», prosegue il consigliere. Un settore che in passato è stato addirittura demonizzato, accusato di favorire fenomeni di microcriminalità. «Mentre gli operatori stessi sono i primi a vigilare sulla prevenzione nelle aree in cui lavorano. L’ho verificato io stesso, interessandomi direttamente della vicenda del tradizionale luna park di Pasqua di Como. Un appuntamento immancabile per intere generazioni, che l’amministrazione comunale ha ingiustamente perseguitato, costringendo gli operatori a ricorrere al TAR con enorme dispendio economico e umano.»
C’è poi un orgoglio tutto italiano da difendere: le attrazioni del luna park sono spesso autentici capolavori di ingegneria, con un primato costruttivo riconosciuto a livello internazionale. «Un fenomeno che può sembrare fuori mercato rispetto alle moderne tecnologie dell’intrattenimento — conclude Gaddi — ma di cui i territori continuano ad avere bisogno. Lo spettacolo è e sarà sempre una componente fondamentale della nostra vita sociale. Non sostenere quello itinerante sarebbe un impoverimento collettivo, e quindi un grave errore.»
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