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Forestami premiato dall’Onu alla COP17: Milano modello internazionale per il ripristino degli ecosistemi

Il progetto della Città metropolitana è l’unico europeo tra i World Restoration Flagship 2026. Entro il 2030 l’obiettivo è aumentare del 5% la copertura arborea con tre milioni di alberi

Forestami premiato dall’Onu alla COP17: Milano modello internazionale per il ripristino degli ecosistemi

Forestami entra tra i progetti di riferimento delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi. Il progetto di forestazione urbana della Città metropolitana di Milano ha ricevuto il riconoscimento World Restoration Flagship, assegnato nell’ambito del Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi 2021-2030. L’annuncio è arrivato giovedì 29 ottobre durante la COP17 sulla biodiversità in corso a Yerevan, in Armenia. Forestami è l’unico progetto europeo premiato nel 2026 ed è stato selezionato insieme ad altre iniziative attive in Cina, Colombia, Etiopia e Stati Uniti.

Forestami, dall’area metropolitana di Milano al riconoscimento dell’Onu

Avviato nel 2018 sulla base di una ricerca del Politecnico di Milano, Forestami punta a riportare la natura all’interno di uno dei territori più densamente urbanizzati d’Italia. La sfida è particolarmente significativa nell’area metropolitana milanese, dove alla forte urbanizzazione si aggiungono le criticità ambientali che interessano più in generale la Pianura Padana.

L’obiettivo fissato al 2030 è aumentare del 5% la copertura arborea della Città metropolitana di Milano, attraverso la messa a dimora di tre milioni di alberi, circa uno per ogni abitante del territorio. Il progetto punta inoltre alla riqualificazione di 255 ettari di aree urbane. Gli interventi coinvolgono spazi differenti, dalle aree dismesse alle porzioni di città da restituire alla natura, con l’obiettivo di recuperare luoghi oggi considerati “grigi” e restituire loro valore ecologico e nuove possibilità di utilizzo.

Tre milioni di alberi entro il 2030: la sfida ambientale di Milano

Aumentare la presenza della natura nelle aree metropolitane significa intervenire anche sugli effetti del cambiamento climatico. Alberi e vegetazione possono contribuire a mitigare le temperature e l’effetto isola di calore, migliorare la qualità dell’aria e favorire la biodiversità, oltre a rendere le città più resilienti di fronte a eventi climatici sempre più improvvisi e violenti. È da questa idea che, secondo Stefano Boeri, architetto, ideatore e fondatore di Forestami, è nato il progetto. “Quando abbiamo iniziato a immaginare il progetto, ci siamo chiesti innanzitutto quanta CO₂ avrebbero potuto assorbire tre milioni di nuovi alberi nella nostra area metropolitana”, ha spiegato.

Per Boeri la forestazione deve diventare parte della stessa trasformazione urbana, facendo di alberi e vegetazione elementi delle infrastrutture cittadine e del ridisegno di strade, quartieri e spazi pubblici. Un processo che richiede però il coinvolgimento di più soggetti: istituzioni, Comuni, comunità locali, imprese e gruppi multidisciplinari. “Il riconoscimento dell’ONU tra i World Restoration Flagship testimonia l’impegno collettivo nel ripensare il rapporto tra città e natura”, ha sottolineato Boeri.

Pastore: “Una nuova cultura della natura nelle città”

A ritirare il riconoscimento a Yerevan è stata Maria Chiara Pastore, direttrice scientifica di Forestami e docente del Politecnico di Milano. Per Pastore il premio dà visibilità a un lavoro nato da una questione concreta: rendere le città maggiormente capaci di accogliere e sostenere la natura. “Il ripristino degli ecosistemi richiede una visione d’insieme, capace di valorizzare le caratteristiche ecologiche dei territori, tutelare la biodiversità e rafforzare le connessioni tra gli ambienti naturali”, ha spiegato.

Forestami, ha aggiunto Pastore, punta anche a diffondere una nuova cultura della natura in città, affinché venga considerata una componente fondamentale nella progettazione e nella trasformazione delle metropoli. Il riconoscimento ottenuto alla COP17 rappresenta inoltre un’occasione per portare l’esperienza milanese nel confronto internazionale sulle sfide ambientali. Accanto agli interventi di forestazione, il progetto porta avanti infatti attività di sensibilizzazione ed educazione rivolte sia agli adulti sia alle scuole, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza del valore degli ecosistemi urbani e promuovere una maggiore cura della natura nella vita quotidiana.

World Restoration Flagship, 35 progetti e oltre 74 milioni di ettari da recuperare

I World Restoration Flagship fanno parte del Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi, iniziativa per il periodo 2021-2030 guidata dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). Il riconoscimento viene attribuito a iniziative di ripristino ambientale su larga scala e di lungo periodo capaci di contribuire agli obiettivi globali di recupero degli ecosistemi degradati. Secondo i dati delle Nazioni Unite, i 35 progetti riconosciuti finora puntano complessivamente al ripristino di oltre 74 milioni di ettari, più di 19 milioni dei quali sono già interessati dagli interventi.

“A metà del Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi, i riconoscimenti World Restoration Flagship dimostrano che la natura può rigenerarsi se le diamo la possibilità di farlo”, ha dichiarato Inger Andersen, direttrice esecutiva dell’UNEP, sottolineando al tempo stesso la necessità di accelerare e ampliare gli interventi per raggiungere gli obiettivi previsti entro il 2030.

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