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L’addio a Franco Baresi, sei minuti di applausi a Sant’Ambrogio. L’abate: “Insegnato a diventare grandi restando piccoli”

Sei minuti di applausi all’arrivo della salma a Sant’Ambrogio per l’ultimo saluto a cui hanno partecipato oltre tremila persone. L’omelia dell’abate: “Ha insegnato a diventare grandi restando piccoli”. Presenti Baggio, Van Basten e i vertici del calcio

L’addio a Franco Baresi, sei minuti di applausi a Sant’Ambrogio. L’abate: “Insegnato a diventare grandi restando piccoli”

Oltre tremila persone, arrivate fin dal primo mattino, hanno affollato la strada di fronte alla basilica di Sant’Ambrogio per salutare Franco Baresi, la leggenda del Milan e del calcio italiano scomparsa a 66 anni. Un oceano di maglie rossonere con il numero 6, la grande bandiera con la scritta ‘Baresi 6’ e il coro ininterrotto “Un capitano, c’è solo un capitano” hanno stretto Milano nell’ultimo abbraccio al ‘Piscinin’. Sul balcone di un palazzo affacciato sul sagrato la Curva Sud ha srotolato un imponente striscione per l’ultimo omaggio: “Leggenda immortale, inimitabile bandiera che non smetterà mai di sventolare. Ciao Capitano”.

All’arrivo della salma sul piazzale, accolta da ben sei minuti ininterrotti di applausi e dai cori “Sei per sempre Franco Baresi”, sciarpe alzate al cielo e profonda commozione hanno accompagnato il feretro all’interno del tempio milanese.

Il raduno delle leggende, l’omaggio di Serena e il ricordo delle istituzioni

L’arrivo della salma è stato preceduto dal raduno dei campioni della storia rossonera e mondiale: da Paolo Maldini (accolto dai cori calorosi della gente) a Roberto Baggio, Mauro Tassotti, Alberico Evani, Filippo Galli, Roberto Donadoni, Daniele Massaro e l’ex portiere Giovanni Galli, che ha ricordato commosso la Champions vinta nell’89. Tra i presenti anche l’ex attaccante Aldo Serena: “Ho giocato con lui quando ha avuto la fascia per la prima volta ed era già un esempio e un campione”. Nutrita anche la rappresentanza istituzionale e sportiva con il ministro per lo Sport Andrea Abodi, il neo dt della Figc Claudio Ranieri, il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, l’ad dell’Inter Beppe Marotta oltre ai delegati di Juventus, Roma, Real Madrid, Barcellona e la corona inviata dalla Fifa di Gianni Infantino. Tra i presenti anche Riccardo Montolivo, Giovanni Stroppa, Nevio Scala, il presidente di Rcs e del Torino Urbano Cairo e l’AD del Milan Massimo Calvelli.

Anche dal mondo della politica e dalla tournée in Australia sono arrivati messaggi toccanti. Il ministro Matteo Salvini ha ricordato Baresi come “un patrimonio di tutti”, mentre l’assessore regionale Romano La Russa ha confessato la commozione all’uscita della salma: “Da milanista mi sono unito al grido dei tifosi e non ho trattenuto le lacrime”. Dall’Australia il nuovo allenatore rossonero Rúben Amorim ha sottolineato: “Ci sta insegnando che la cosa più importante alla fine è il carattere, chi sei e non quello che hai raggiunto. Porteremo avanti la sua eredità”.

L’omelia dell’abate Faccendini: “Il Maradona della difesa”

A celebrare la solenne funzione è stato monsignor Carlo Faccendini, abate di Sant’Ambrogio, che nella sua toccante omelia si è rivolto ai familiari: “Un momento come questo, vissuto bene, non cancella il dolore, ma il dolore lo rasserena e ci consegna una certezza: di lui resta il bene e l’amore con cui viviamo. Nei Vangeli è esplicita la predilezione di Gesù per i piccoli, per chi è ‘Piscinin’. Ci ha insegnato che è possibile diventare grandi restando piccoli. Franco era il Maradona della difesa, il miglior difensore di sempre”.

In un segno di unione sportiva che supera la rivalità cittadina, la prima lettura della cerimonia è stata affidata all’icona dell’Inter Beppe Bergomi, compagno di Baresi nella spedizione azzurra e con lui ultimo tedoforo alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Dietro l’altare della basilica sono stati schierati i gonfaloni ufficiali di Milan, Inter e della Lega Serie A.

I campioni portano il feretro a spalla: forti contestazioni per Cardinale, Scaroni e Sala

Al termine della celebrazione si è vissuto il momento più commovente: la bara di Franco Baresi è stata portata a spalla all’uscita dalla basilica da una pattuglia di leggende rossonere guidata da Marco Van Basten, Alessandro Costacurta, Demetrio Albertini, Daniele Massaro, Roberto Donadoni, Pietropaolo Virdis, Massimo Ambrosini, Marco Simone e Alberico Evani. Sul sagrato i tifosi della Curva Sud hanno intonato a lungo i cori “C’è solo un capitano” e “Sarai sempre con noi, non ti lasceremo mai”.

Un’atmosfera di profondo affetto in aperto contrasto con il clima teso all’esterno della basilica al momento del passaggio dei vertici societari e delle istituzioni cittadine. Il proprietario del Milan Gerry Cardinale, il presidente Paolo Scaroni e il sindaco Giuseppe Sala sono stati fortemente fischiati e contestati dalla piazza, rinfocolata dall’amarezza per la recente stagione conclusa senza la qualificazione in Champions League. All’indirizzo di Cardinale si sono levate urla come “Non dovevi venire”, nonostante le sue brevi dichiarazioni ai cronisti: “È stata una perdita immensa per tutti noi”. Di segno opposto l’accoglienza riservata a Paolo Maldini: al suo passaggio sul sagrato i tifosi lo hanno acclamato al grido “Sei la nostra bandiera, torna con noi”.