Il dossier sull’integrazione tra Sea e Sagat apre un fronte politico anche nella maggioranza di Palazzo Marino. A intervenire è la capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Beatrice Uguccioni, che mette subito un paletto: l’eventuale operazione tra la società che gestisce gli aeroporti milanesi e quella di Torino Caselle non può essere considerata una decisione già assunta. “Non sarà e non può essere un passaggio formale a decisioni già prese, ma un coinvolgimento sostanziale, nel rispetto delle istituzioni e del ruolo del Consiglio comunale”, afferma Uguccioni, dopo che nelle ultime ore è emersa l’ipotesi di fusione Sea-Sagat e il sindaco Giuseppe Sala ha manifestato interesse per il progetto.
Il Comune di Milano controlla circa il 54% di Sea, mentre F2i, indicato come promotore dell’operazione, detiene circa il 44% della società milanese e il 100% di Sagat. Sea ha chiuso l’ultimo esercizio con un utile di circa 190 milioni di euro e 43 milioni di passeggeri, mentre Torino Caselle ha registrato circa 7 milioni di utile e 5 milioni di viaggiatori.
Uguccioni: “Apprendiamo con sconcerto di questa ipotesi di fusione”
La capogruppo dem non nasconde però l’irritazione per le modalità con cui la vicenda è diventata pubblica. “Apprendiamo con sconcerto, nel pieno della pausa estiva e nel mese di agosto, dell’ipotesi di fusione tra SEA e SAGAT”, osserva Uguccioni. “Si tratta di un’operazione che, per dimensioni e rilevanza strategica, riguarda il futuro del sistema aeroportuale milanese e piemontese e che non può essere comunicata come una semplice notizia estiva, senza che il Consiglio comunale di Milano e la maggioranza che sostiene l’Amministrazione siano stati preventivamente coinvolti”.
Il Pd, precisa Uguccioni, non chiude comunque la porta al progetto. La valutazione dovrà essere fatta “con serietà e senza pregiudizi, carte alla mano”, analizzando il piano industriale, i nuovi equilibri societari e soprattutto le possibili conseguenze economiche e occupazionali. Ma il punto politico resta il metodo. “Su una scelta di questa portata non è accettabile che il Consiglio comunale venga chiamato a conoscere le decisioni attraverso gli organi di informazione”, sottolinea la capogruppo.
Da qui la richiesta di un passaggio preventivo nelle sedi politiche e istituzionali. “Do per scontato che prima di assumere qualsiasi decisione vi sarà un confronto vero e approfondito con la maggioranza consiliare e con il Consiglio comunale”, conclude Uguccioni. “Milano è azionista di SEA e ha il diritto e il dovere di partecipare alle scelte strategiche che riguardano una delle principali infrastrutture pubbliche della città”.

