C’è una nuova intercettazione ambientale al centro dell’inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. Ancora una volta, si tratta di un lungo soliloquio registrato mentre l’indagato si trovava da solo a bordo della sua Fiat Panda. Secondo gli investigatori, il contenuto della conversazione rafforzerebbe ulteriormente il quadro accusatorio nei suoi confronti. In particolare, a colpire è una frase pronunciata il 12 maggio 2025 e ora riportata nelle informative dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano depositate agli atti.
“Quando sono andato io… il sangue c’era”, dice Sempio parlando a voce molto bassa all’interno dell’auto. Per gli investigatori quel passaggio sarebbe compatibile con la frase “quando sono andato via io” e rappresenterebbe un riferimento diretto alla scena del crimine nella villetta di Garlasco.
Il riferimento al sangue e alle scarpe di Stasi
Nel monologo, riferisce il Corriere, Sempio riflette sul tema dell’assenza di tracce di sangue sulle scarpe di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. L’intercettazione ruota attorno alle consulenze e alle perizie che negli anni hanno cercato di spiegare come Stasi potesse aver attraversato la casa senza sporcarsi. Sempio parla del sangue “secco”, delle macchie sul pavimento e delle ricostruzioni processuali elaborate nel corso delle indagini e dei dibattimenti. Secondo la trascrizione contenuta negli atti, l’indagato dice: “Lui dice di non aver inc… con i piedi… eh va beh ma allora non c’era tutto quel sangue… quando sono andato io il sangue c’era…”. Per i carabinieri, il senso del discorso sarebbe in contrasto con la versione sempre fornita da Stasi, secondo cui avrebbe evitato le macchie entrando nella villetta perché il sangue era ormai asciutto.
Gli investigatori: “Sempio parla da solo di elementi cruciali”
Gli inquirenti ritengono che questa intercettazione confermi una caratteristica già emersa durante le attività investigative: la tendenza di Sempio a parlare da solo in auto di temi centrali dell’inchiesta senza accorgersi di essere ascoltato. Secondo gli investigatori, non sarebbe la prima volta. Già nel 2017, sempre all’interno della sua macchina, avrebbe fatto riferimenti alla presunta corruzione di alcuni carabinieri di Pavia, vicenda oggi finita al centro di un’indagine parallela della Procura di Brescia. Il nuovo audio arriva dopo le altre intercettazioni già finite agli atti, comprese quelle in cui Sempio imitava una voce femminile simulando, secondo gli investigatori, le telefonate con Chiara Poggi nei giorni precedenti al delitto e parlando dei presunti video intimi tra la ragazza e Alberto Stasi.
La linea della difesa sugli audio: “Non sono confessioni ma rielaborazioni di contenuti ascoltati nei podcast”
La difesa di Andrea Sempio continua però a contestare il significato investigativo delle intercettazioni. Gli avvocati dell’indagato sostengono che i monologhi registrati in auto non siano confessioni né ammissioni implicite, ma semplici rielaborazioni di contenuti ascoltati in televisione o nei podcast che Sempio seguiva. Secondo questa ricostruzione, anche le frasi più controverse sarebbero frutto di una sorta di “scimmiottatura” di dibattiti mediatici sul delitto di Garlasco, senza alcun collegamento reale con la scena del crimine.

