Maltempo: Burian e’ arrivato, neve e disagi in tutto il nord
Burian, il vento gelido partito dalla Siberia, e’ arrivato nel Nord Italia e fa gia’ sentire i suoi effetti, con disagi e temperature in picchiata, destinate a calare ulteriormente nei prossimi giorni. Oggi la colonnina di mercurio a Milano tocchera’ i -4 gradi, ma il ‘peggio’ arrivera’ martedi’, la giornata piu’ fredda quando a Milano si vedranno i -5 gradi, mentre a Sondrio si raggiungera’ la doppia cifra con un -10 tondo tondo. Non se la passa meglio il resto delle regioni settentrionali: si registrano al momento piogge su tutto il Veneto, e in certe localita’ del litorale, come Jesolo, Caorle ed Eraclea, nella notte ha fatto capolino anche la neve. In altre zone della pianura veneta ci sono stati episodi di pioggia mista a neve.
Meteo, Comune di Milano pronto per ondata di freddo in arrivo
Il Comune di Milano è pronto ad attivare i servizi che si renderanno necessari. Dopo una preventiva verifica della situazione attuale e dei bollettini meteo ufficiali che non escludono, anche in previsione di quantitativi di neve contenuti, la possibile formazione di ghiaccio, si è disposto un monitoraggio h24 da parte della centrale operativa della Protezione Civile e, nel caso di eventuali criticità, verrà attivato immediatamente il Centro operativo Comunale (COC). Amsa mantiene lo stato di allerta ed è pronta ad attivare le procedure per intervenire in caso di presenza di ghiaccio su strada. MM è stata avvertita per la pulizia dei marciapiedi prospicienti le case di edilizia popolare di loro gestione. Si ricorda che la pulizia dei marciapiedi prospicienti le proprietà private è a carico dei condomini.
Majorino: “Chiediamo a tutti i milanesi di darci una mano”
“Ancora una volta chiediamo a tutti i milanesi di darci una mano ad affrontare questo freddo straordinario segnalando con una telefonata i senza tetto che dormono per strada e prestando loro un primo soccorso. Il Comune e il terzo settore sono preparati ad accogliere chiunque abbia bisogno, nessuno rimarrà fuori per mancanza di spazio. Io stesso questa sera farò un giro di controllo nelle nostre strutture di accoglienza per verificare personalmente che la macchina funzioni”. Lo scrive in una nota l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino. Sono ancora alcune centinaia i posti liberi nelle strutture del territorio milanese adibite all’accoglienza dei senza fissa dimora. La capacita’ dei centri e’ stata potenziata fino ad arrivare a circa 2.700 posti letto a disposizione per l’intera settimana in cui e’ prevista l’ondata di gelo, con la possibilita’ di ulteriori proroghe se il freddo non dovesse diminuire. “Stiamo lavorando e rivolgo un appello soprattutto per i senzatetto. I cittadini li convincano a non stare all’aperto. Milano ha 2700 posti per i senzatetto e in base a una verifica fatta stamani ne abbiamo ancora 200 liberi. Io invito davvero a lasciare le strade, almeno in questi giorni e andare nei nostri centri al caldo”, ha ribadito il sindaco di Milano Beppe Sala.
Ma in molti rifiutano di lasciare la strada
Tuttavia, come riporta Redattoresociale.it, diversi sono coloro che rifiutano un letto caldo ed un tetto sopra la testa: “Si tratta soprattutto di giovani, con problemi di droga o di alcol -spiega Magda Baietta, presidente della Ronda della Carità, associazione che con un’unità di strada è presente sulle strade di Milano tutte le sere-. Non accettano il dormitorio perché ciò comporta l’accettazione di un minimo di regole”. Persone che hanno di fatto la loro casa in un luogo preciso della città: alcuni sono in largo Corsia dei Servi, altri sotto i portici di piazza XXIV Maggio o nel piazzale antistante la Borsa. “Quelli che dimorano in largo corsia dei Servi hanno addirittura le tende – aggiunge Magda Baietta-. È però una situazione di degrado che bisogna fermare. Non possiamo accettare che delle persone vivano in questo modo. Per loro dobbiamo pensare a qualcosa di diverso, non basta portare bevande calde e coperte. La nostra proposta è che siano istituite anche delle unità di strada diurne, con educatori e volontari che sappiamo allacciare rapporti con questi giovani, offrendo loro reali alternative alla vita che conducono. Dobbiamo essere in grado di offrire un percorso di uscita dalle dipendenze, con progetti di formazione e di lavoro. Spesso si tratta di ragazzi che hanno alle spalle famiglie disastrate. Non hanno studiato, non hanno professionalità: sono insomma tagliati fuori da tutto. E bisogna anche essere piuttosto duri con loro: o accetti un percorso o intervengono le forze dell’ordine. Dobbiamo farlo per il loro bene”.
“Rimangono in strada le persone più fragili, che hanno magari anche problemi di salute mentale”, aggiunge Tina Regazzo, direttrice del Progetto Arca, onlus che gestisce un’unità di strada, alcuni dei centri di accoglienza e alcuni appartamenti per senza dimora. “Ci sono poi quelli che non vogliono lasciare il posto o la zona in cui bivaccano -aggiunge-, perché sono riusciti a crearsi una rete informale di cittadini che li aiutano. Ogni giorno magari ricevono bevande calde, cibo e coperte da chi abita nel quartiere e temono di perdere questo sostegno se vanno a dormire in uno dei centri predisposti per l’inverno. Sono insomma situazioni molto delicate. Noi cerchiamo di creare una relazione con queste persone, nella speranza che si fidino di noi e accettino di intraprendere un percorso che li porti a cambiare vita”.
