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Gori torna a fare il sindaco. I civici e le sedie vuote al Parenti

Elezioni Lombardia 2018, la storia con i sé non si fa. Però i ma erano tanti già in campagna elettorale…

Gori torna a fare il sindaco. I civici e le sedie vuote al Parenti
Giorgio Gori

Elezioni regionali Lombardia 2018, Giorgio Gori? Non ha saputo giocare la carta di se stesso

La storia con i sé non si fa. Però i ma erano tanti già in campagna elettorale. E già da tempo chi fa politica da anni a Milano sentiva e capiva che alla campagna elettorale per la corsa a Palazzo Lombardia era mancato qualcosa. Persino venerdì sera, alla chiusura della campagna, quando Giorgio Gori si è lasciato andare in un ballo (quasi) scatenato, sulle note di “Una vita in vacanza” de Lo Stato Sociale ed era, secondo i fedelissimi “esaltato”, i più razionali avevano capito che qualcosa non andava. Bastava dare le spalle al palco: c’erano delle sedie vuote al teatro Franco Parenti. Una metafora del pezzo mancante: il partito c’era, ed ha riempito il teatro fino ad oltre i due terzi. La parte mancante doveva farla lui: dovevano farla i civici. Ma soprattutto doveva farla il brand “Gori”. “Non ha saputo giocarselo, non ha saputo convincere” si lamentavano i più esperti. Non ha saputo “dire votate me perché sono io” e sono diverso. Insomma era il candidato migliore, ma non ha mai bucato. “Diciamocelo”.

Il segretario del Pd Lombardo, Alessandro Alfieri, giungendo oggi al comitato in Corso Buenos Aires per commentare i risultati non lo sconfessa: “Sulle regionali sicuramente andremo meglio rispetto alle nazionali – è convinto Alfieri – Giorgio Gori è stato straordinario: ha fatto una campagna al massimo dello sforzo, partendo per tempo. Ci aspettiamo una sorpresa in positivo”. Ma non può che definire “chiara e netta la sconfitta” anche se si tratta solo di Exit Poll. Qualcuno ha ricordato che qui ballano 7 punti di distacco, e che Roberto Maroni vinse su Umberto Ambrosoli per meno di 4. La scelta adesso è stare all’opposizione. Ma Giorgio Gori lo farà? E’ la domanda che circola. Oppure tornerà semplicemente a fare il sindaco di Bergamo? Così che fra cinque anni bisognerà trovare un altro volto da presentare agli elettori come outsider. Magari senza riuscire a convincerli. Alfieri prende il buono che può: “A Milano il Pd è primo partito” e “siamo sicuri di aver messo le basi perché sia una realtà radicata sul territorio”. In Regione “rimarremo per fare l’opposizione”. Qui non c’è altra scelta, a differenza che a Roma, dove gli scenari fantasiosi degli osservatori sono tantissimi.

MaTs