Le notizie di stampa su Nicole Minetti erano false, quindi nulla da eccepire sulla grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a febbraio. Dagli accertamenti della Procura Generale di Milano è emerso che tutti i presupposti per la grazia a Nicole Minetti sono stati dunque confermati.
“In particolare – si legge nella nota firmata dal procuratore generale di Milano Francesca Nanni – contrariamente a quanto riportato sul Fatto Quotidiano, risulta che il decesso in circostanze non chiare non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo, ma si tratta del legale di quest’ultimo, favorevole all’adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentati dal difensore d’ufficio, ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore; il procuratore della Repubblica in Uruguay ha riferito, in relazione al decesso del legale del minore, che non vi sono ipotesi di reato; non emergono irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia; non vi sono segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay e in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani”.
E ancora, secondo la Procura Generale, “è confermato il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children’s Hospital, che richiede la presenza della madre in occasione dei controlli e terapie, nonché confermato il previo consulto presso strutture ospedaliere di Cleveland e New York, oltre che in Italia” ed “è confermato il volontariato in Italia e la presenza pressoché stabile in Italia di Nicole Minetti a far tempo dal gennaio 2024 e per tutto il 2025, salvo rientri per brevi periodi in Uruguay”.
“Risultano smentite da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive, nonché dalle dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni – prosegue Nanni – affermazioni rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime e in seguito con indicazione del proprio nominativo”.
La procuratrice spiega poi che “non si è proceduto ad accertamenti mediante rogatoria internazionale in quanto il trattato di cooperazione giudiziaria in materia penale tra Italia e Uruguay, ratificato con legge n. 45 del 22 aprile 2022, è finalizzato all’acquisizione di prove o elementi di prova nel corso di un procedimento penale”.
“Terminata la raccolta delle informazioni richieste – conclude – le risultanze sono state riassunte e illustrate nella relazione redatta da questa Procura Generale, trasmessa in data odierna al ministro della Giustizia unitamente agli atti e ai documenti acquisiti, al fine di consentire al ministro della Giustizia e al Presidente della Repubblica di assumere le determinazioni di rispettiva competenza”.

