“Quando fermi centinaia di persone e in carcere ci vanno forse in dieci, c’è un problema che va oltre la politica“. Matteo Salvini interviene sulle due giornate di guerriglia urbana che hanno sconvolto Milano e punta il dito contro le conseguenze giudiziarie degli arresti, chiedendo al tempo stesso un rafforzamento degli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine. L’occasione è la conferenza stampa organizzata lunedì 19 ottobre nella sede della Lega di via Bellerio per presentare la proposta di legge cosiddetta “anti maranza”. Al suo fianco anche Silvia Sardone, candidata del Carroccio alle comunali del 2027, che attacca il centrosinistra milanese per le posizioni espresse dopo gli scontri.
Salvini: “Capisco la rabbia degli agenti, su centinaia di fermati solo una decina di convalide”
Il leader della Lega parte dal bilancio delle violenze di sabato e domenica, quando centinaia di giovanissimi, molti dei quali minorenni, sono stati accompagnati in Questura dopo gli scontri con le forze dell’ordine, i saccheggi e le devastazioni nel centro di Milano. “Il nostro pensiero va senza se e senza ma alle forze dell’ordine, alle donne e agli uomini in divisa di cui capisco la rabbia e la frustrazione”, afferma Salvini.
Il vicepremier si sofferma quindi sui provvedimenti giudiziari adottati nei confronti delle persone fermate. “Anche perché su più di 200 fermi al momento le notizie ci danno una decina di convalide d’arresto. Sul tema della giustizia e della magistratura, ovviamente noi non possiamo intervenire. Quando fermi centinaia di persone e in carcere ci vanno forse in dieci, c’è un problema che va oltre la politica”. Le cifre richiamate da Salvini si riferiscono a provvedimenti di natura diversa, dagli accompagnamenti in Questura per l’identificazione agli arresti e alle successive decisioni giudiziarie. Il vicepremier le utilizza per sollevare il tema dell’efficacia della risposta dello Stato alle violenze di piazza.
Salvini: “Qualcuno cercava il morto. Non ci conceda più piazza Duomo”
“I fatti di cronaca confermano la necessità e l’urgenza” della proposta di legge della Lega ‘anti-maranza’, visto che “qualcuno cercava il morto e non c’è stato per fortuna. Centinaia di fermi, saccheggi e devastazioni, con 12enni che sfasciano vetrine, impongono un’accelerazione” nonostante “le prudenze e i rinvii di qualcuno”: così Matteo Salvini a Milano. “Non si tratta di disagio sociale se parti per menare i dipendenti del Carrefour. Chi mena una commessa o prende a sassate un poliziotto non è un rivoluzionario, ma un coglione – ha aggiunto -. La sinistra tolga il ‘ma’ e condanni le violenze, punto”. “La gestione dell’ordine pubblico è in mano ad altri più in gamba di me, ma faccio una richiesta: ‘non diamo più piazza Duomo’. Il simbolo fa la differenza, poi se saccheggi alla Bovisa ha la stessa gravità del saccheggio in via Torino, però siccome questi cercano anche il simbolo per poi fare i fenomeni con gli amici… le fiamme in piazza Duomo no”
La proposta anti maranza: fermo preventivo anche a 14 anni e arresti in differita
La risposta della Lega passa attraverso un pacchetto di misure che Salvini intende sottoporre alla maggioranza di Governo, chiedendone l’inserimento in un decreto. Tra le novità proposte figurano il fermo preventivo anche per i minorenni, il divieto di aggregazione per violenza di gruppo e la possibilità di procedere ad arresti in differita sulla base delle immagini registrate dalle telecamere. “Portare in un decreto le misure sul fermo preventivo, anche per i minorenni, sul divieto di aggregazione per violenza di gruppo e sull’arresto in differita“, sintetizza il vicepremier. Salvini fa riferimento proprio alle modalità con cui sono state organizzate le manifestazioni milanesi, con convocazioni diffuse attraverso i social network e gruppi di giovanissimi che si sono radunati in centro per poi dare vita a scontri e saccheggi. “Mi scrivi su TikTok che ti stai preparando per andare ad assaltare il negozio a Como? Non ti faccio arrivare a Como, anche se hai 14 anni“, afferma. La proposta comprende inoltre la possibilità di effettuare arresti in differita utilizzando i filmati delle telecamere per individuare i responsabili di saccheggi, devastazioni e danneggiamenti commessi in gruppo.
L’obiettivo dichiarato è consentire un intervento prima che le violenze si verifichino e ampliare gli strumenti per perseguire chi riesce ad allontanarsi durante gli scontri. Si tratta, al momento, di proposte politiche che dovranno essere tradotte in norme e sottoposte alle necessarie verifiche giuridiche.
Salvini contro Sala: “Surreale che la polizia locale di Milano non abbia il taser”
Nel corso della conferenza stampa Salvini torna anche a criticare l’amministrazione comunale milanese per la mancata dotazione del taser agli agenti della polizia locale. “Faccio appello ai sindaci delle grandi città italiane che non hanno ancora dotato la polizia locale del taser nella gestione della sicurezza urbana e quotidiana”, dichiara. “Milano ha 3.200 uomini della polizia locale, se alcune centinaia di questi uomini fossero dotati della pistola a impulsi elettrici, qualche problema in meno sia loro che i milanesi ce lo avrebbero, invece per motivi ideologici quasi tutte le città amministrate dal centrosinistra disarmano gli agenti della polizia locale”. Il vicepremier precisa di non voler mettere in discussione direttamente la gestione operativa delle due giornate di scontri da parte del sindaco Giuseppe Sala, ma ne contesta le precedenti scelte in materia di sicurezza. “Come non critico la gestione dell’ordine pubblico non mi permetto di criticare Sala nei fatti: critico quello che ha fatto in passato”, afferma, definendo “surreale” l’assenza del taser tra le dotazioni della polizia locale milanese. Salvini critica inoltre “il litigio con il ministro dell’Interno, così come i ‘ma’ non solo di Sala ma della sinistra”, contestando le distinzioni operate dagli esponenti del centrosinistra tra la condanna delle violenze e le ragioni sociali della protesta.
Infine, una battuta dal chiaro significato elettorale: “Non ho intenzione di sostituirmi al sindaco, al massimo lo farà Silvia fra qualche mese”, riferendosi a Silvia Sardone.
Sardone attacca Majorino, Calabresi e Pacini: “La sinistra continua a parlare di disagio”
A trasformare il confronto sulla sicurezza in uno scontro politico in vista delle comunali del 2027 è proprio Silvia Sardone, che prende di mira le dichiarazioni degli esponenti del centrosinistra dopo le violenze del fine settimana. “A sinistra si parla ancora di disagio: Calabresi ha detto che la guerriglia va condannata, ma che bisogna ascoltare le proteste, Majorino ha detto che non bisogna criminalizzare i giovani, Pacini, altro candidato della sinistra primaria, ha detto che la repressione è ingiustificata”, afferma l’europarlamentare leghista. Sardone contesta in particolare le critiche rivolte agli interventi delle forze dell’ordine: “Non si capisce bene che cosa avrebbero dovuto fare, forse dare i fiori?”. Nel mirino finisce anche Giuseppe Sala, accusato di aver sottovalutato in passato il fenomeno dei maranza. “E Sala, quello che invitava i trapper a Milano, che ha detto che le ragioni della protesta sono comprensibili, mentre noi la pensiamo in altro modo”, sostiene Sardone. “Del resto la sinistra quando è nato il fenomeno maranza lo definiva un fenomeno culturale positivo, questo per noi invece non lo è per niente”, conclude.
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