
La Squadra Mobile di Milano ha arrestato un 47enne milanese con l’accusa di violenza sessuale pluriaggravata ai danni di una tredicenne. Gli atti sessuali con la ragazzina andavano avanti da circa un anno. Secondo quanto riferito dagli inquirenti i due si conoscevano come amici di famiglia. Il fatto e’ maturato in un contesto definito “ordinario”. L’arrestato e’ incensurato e ha una famiglia.
VIOLENZA IN FAMIGLIA – Arrestato dai militari della radiomobile a mezzanotte in via Borsieri Antonio F.: picchiava violentemente la moglie, Giuseppina. Lui, afflitto da problemi di alcolismo, ha 47 anni e ha problemi economici che potrebbero essere alla radice degli attacchi di violenza contro la moglie. La donna, 58enne, all’arrivo dei carabinieri aveva segni di percosse su tutto il corpo ed è stata soccorsa presso l’ospedale Fatebenefratelli dove è tuttora in osservazione. Ad allertare le forze del’ordine sono stati i vicini di casa che hanno udito i rumori notturni. L’arresto è avvenuto ieri alle 15:30 in flagranza di reato presumibilmente grazie ad una cimice, il 45enne si chiama Paolo B., vive con la madre in via Frassini e ufficialmente risulta fisioterapista ma non lavora. L’operazione di ieri è partita da una segnalazione dell’ospedale Sacco che ha soccorso la madre 77enne dell’arrestato segnata da violente percosse: un dito rotto e lividi sul corpo e una frattura alla testa con una prognosi di 25 giorni. L’anziana, vedova, è stata descritta come una persona mite, spesso maltrattata in modo “inimmaginabile” dal figlio, non lo ha mai denunciato per paura di restare da sola. In passato già 4 volte era stata ricoverata solo negli ultimi 6 mesi, ma ogni volta dopo averla picchiata il figlio si trasformava nella persona più dolce del mondo, coccolandola. Ogni epiodio di violenza risulta essere senza motivo, nato dal nulla, l’uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e si trova a San Vittore in attesa della convalida del gip, probabilmente verrà richiesto anche l’intervento di uno psicologo per il suo atteggiameto ambivalente.
Nel 2012 era già stato arrestato per stalking nei confronti dei vicini di casa a cui staccava luce e l’acqua appuntandosi questi atti su dei post it per manterne memoria le ore seguenti. E’ per tali atti che l’uomo era poi stato costretto con una ordinanza a tornare a vivere presso la madre che aveva, oltre a Paolo, anche figlio, deceduto da un paio di anni.
