A- A+
Milano
I radicali contro Pisapia: “E’ un conservatore”

di Fabio Massa

Pisapia? Ha dimostrato di essere un conservatore”. Parole e polemica di Marco Cappato, leader dei radicali, eletto in consiglio comunale a Milano e membro del consiglio della città metropolitana. In una intervista ad Affaritaliani.it spara: “Non è il candidato giusto per rivoluzionare la città. Non l’ha fatto la prima volta, perché dovrebbe farlo la seconda?”. LEGGI L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Consigliere Marco Cappato, Pisapia deve decidere se candidarsi di nuovo oppure no. Lei che cosa gli consiglia?
Io non dico a Pisapia che cosa fare della sua candidatura. Però posso esprimere una valutazione politica.

Prego.
Pisapia è stato un conservatore, fino ad oggi.

Conservatore?
Sì, perché ha amministrato la città in modo anche apprezzabile, serio. Pure onesto, che di questi tempi non è una cosa da poco. Il problema è quello che non c’è stato: non c’è stata una trasformazione della città e una idea forte. Se non c’è un’idea è perché manca la convinzione. La mia deduzione è che Pisapia non è convinto che le cose vadano cambiate. E’ qui che sta la differenza di impostazione rispetto a noi radicali. 

Quindi?
Quindi siamo delusi: ci aspettavamo che rispettasse gli impegni formali dando l’avvio a una trasformazione fortissima. Una rivoluzione ecologica come progetto complessivo, che mettesse in sinergia quanto avevamo ottenuto con il referendum di Milanosimuove con le necessità del futuro. Voglio dirlo chiaramente: i singoli assessori hanno fatto delle cose anche buone. Ma a New York, per questo tipo di rivoluzioni, la faccia ce la mette il sindaco. Bloomberg ha fatto azioni fortissime. Pisapia invece si è limitato ad essere conservatore.

Spieghiamolo.
Oggi quando si parla di Bilancio si parla sempre delle partite correnti ma la vera partita sta negli investimenti del comune di Milano. Che sono rimasti gli stessi identici dell’amministrazione Moratti. L’unica cosa che si è fatta, tra l’altro sbagliando perché è stata incompleta, è stata la vendita a metà di Sea. Insufficiente per recuperare risorse ma sufficiente per metterci accanto un socio come Cdp. Noi dall’inizio abbiamo detto: vendere Sea per investire sul trasporto pubblico locale. Affidare al mercato i mercati comunali, le mense, la gestione e l’offerta sportiva. 

Ora si parla di vendere Sea.
Questo è il problema. Quello di Pisapia è un atteggiamento conservatore che ha impedito a Milano di realizzare grandi progetti come per esempio la riapertura dei Navigli. Ora, dopo quattro anni di consigliatura siamo arrivati a prenderli in considerazione. Ma per quando? Per il prossimo giro. Prolungamento Area C? Quando? Prossimo giro. Adesso siccome l’ha detto il presidente di Assolombarda il Pd non chiude la porta alla privatizzazione di Sea. Quando? Prossimo giro. Tutti i grandi progetti di cambiamento sono diventati un “dopo”. Io ho rotto le palle a tutti fin dal primo giorno su queste cose: adesso che non c’è più tempo per farle vengono recuperate a parole come programma elettorale.

Conclusione?
Giuliano Pisapia ha dimostrato di non essere un sindaco che può dare un segno di radicale cambiamento e innovazione e questo ormai per me è un giudizio. Dopo quattro anni posso affermarlo. Vogliamo fare un altro esempio?

Prego.
Expo è un altro esempio. Da Expo, Pisapia e Maroni si sono tirati fuori, lasciando il cerino a Sala. Le vie d’acqua? Tre anni fa andammo a dirglielo, al sindaco, di rinunciare e di riaprire i Navigli. Ci disse no. Poi all’ultima piena del Seveso dichiara su tutti i giornali di voler usare i soldi delle vie d’acqua per il Seveso. Peccato che non possa farlo. Anche questo, un bello spot elettorale.

Tiriamo le somme.
Da questo punto di vista Giuliano Pisapia non è una persona credibile per portare avanti un progetto di cambiamento della città. Non gli do alcun suggerimento, ma questa è la mia valutazione: non è il candidato che può fare domani quel che non ha fatto oggi.

E per quanto riguarda la coalizione?
Noi non abbiamo mai fatto parte della coalizione. La scelta di sostegno a Pisapia è stata una scelta di fiducia nella persona. Non abbiamo partecipato alla stesura del programma. L’unica cosa che abbiamo chiesto è che si facessero carico dei 5 referendum ambientali. Cosa che hanno fatto. Per il resto, pure il centrosinistra lombardo non ci ha mai ritenuto parte integrante della coalizione. Iniziò Penati, che protesse Formigoni sul caso firme false. Quando poi Formigoni è caduto nella polvere allora in quel centrosinistra che di fatto ha governato insieme a Formigoni nelle logiche della distribuzione dei ruoli, tutti si sono messi a tirargli i calci. Noi non eravamo neppure invitati alle manifestazioni che facevano, tranne una volta Civati. Quando si è trattato delle regionali, Ambrosoli ha rifiutato il collegamento alla lista. Di che cosa stiamo parlando?

Insomma, niente coalizione a Milano.
La coalizione a Milano semplicemente vive di un dibattito che è figlio della partitocrazia romana. Se Renzi fa la mossa con l’anca più al centro, allora si agitano quelli della sinistra. Se Renzi sposta l’anca verso Grillo, si agitano i centristi. Adesso verificheremo se ci sono le condizioni e le adesioni delle aziende e delle forze sociali per completare quel progetto di trasformazione della città per via di iniziativa popolare. Per la città metropolitana già là ci siamo mossi fuori da una logica di coalizione.

Potreste riproporla su milano.
Ovviamente sì. Vedremo se avremo la forza di presentarci e con chi. 

Esclude l’ipotesi di correre con un centrodestra guidato da un liberale?
In occasione delle ultime regionali, quando Ambrosoli rifiutò il collegamento con la lista radicale, stavamo valutando seriamente la candidatura di Albertini. Alla fine ci fu il veto della componente clericale della coalizione e la cosa finì là. Quindi di per sé non escludo nessuna soluzione purché ci sia una radicale innovazione sui temi di ambiente e qualità della vita, e una svolta economica in senso liberale.

@FabioAMassa

Tags:
radicalipisapiaelezioniconservatore







A2A
A2A
i blog di affari
Green pass, il futuro del nuovo biocapitalismo della sorveglianza
L'OPINIONE di Diego Fusaro
Obbligo Green pass decisione liberale
L'OPINIONE di Ernesto Vergani
Ascolti tv, ciclone Cavallaro al Tg4; bene Uno Mattina Estate e Siria Magri...
Di Klaus Davi


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.