di Lorenzo Zacchetti
Se i tifosi milanisti si mangiano le mani per una vittoria nel derby svanita nei minuti di recupero, ci sono due squadre rossonere che invece hanno ottimi motivi per festeggiare. Proprio i colori sociali e la grande passione che ogni giorno viene profusa per onorarli sono il punto di contatto tra due formazioni femminili che, per il resto, sono decisamente distanti tra di loro. In tutti i sensi.
Oltre all’ovvio divario rappresentato dalle diverse discipline sportive, GEAS Basket e Baggese Calcio Femminile sono agli antipodi anche per collocazione geografica: la prima è la storica squadra di Sesto San Giovanni, comune nel profondo Nord della Città Metropolitana, mentre la seconda è l’anima sportiva di Baggio, quartiere della zona sud-ovest di Milano.
E’ decisamente diverso anche il background delle due società. Il GEAS prende il nome dell’acronimo Gruppo Escursionistico Atletico Sestese, sodalizio dal quale nel 1955 gemma la divisione di pallacanestro femminile destinata a fare la storia di questo sport. In sessant’anni di attività, vince otto scudetti (più altri 18 nelle categorie giovanili), la Coppa Italia e, soprattutto, la Coppa dei Campioni del 1978, trofeo che ha permesso al GEAS di portare l’Italia sul tetto d’Europa per la prima volta in assoluto, bruciando sul tempo anche le squadre maschili.
E’ il punto più alto della sua parabola, passata negli ultimi anni per una crisi che ha comportato la discesa di categoria e un faticoso rilancio, conquistando una Coppa Italia anche in A2 e infine risalendo in A1. Guardando al futuro, il problema di fondo è legato al sostentamento economico. Dopo il deludente esito della raccolta fondi organizzata a settembre, il presidente Mario Mazzoleni è chiarissimo nell’affermare: “Non possiamo andare avanti così ancora per molto. Quest’anno è decisivo, se non troveremo un sostegno, faremo altri ragionamenti”.
Protagonisti del basket come Mabel Bocchi e Danilo Gallinari hanno dato al GEAS il loro supporto e la vicenda interessa anche la politica: nel 2017 a Sesto si vota e sia l’attuale amministrazione (retta dalla Sindaca Chittò) che il suo predecessore Penati e la consigliera regionale Baldini (ex giocatrice del GEAS) si sono detti pronti a fare di tutto per salvare la società. Negli scorsi giorni, è arrivato un importante assist anche dalla Gbc Elettronica, un’azienda del territorio che già aveva legato il suo marchio a quello della squadra nei gloriosi anni Settanta. Gbc è tornata a sponsorizzare il GEAS con un accordo “a tempo” per consentire alla società di proseguire la stagione e per dare una scossa al mondo imprenditoriale di Sesto e dintorni, sperando che altre aziende ne seguano l’esempio e diano continuità alla storia rossonera.
Nel caso della Baggese, i colori sociali sono un’eredità storica, perché fino a pochi mesi fa la società si chiamava Milan Club Sant’Apollinare. Come spiega il presidente Fabio Castelli, la denominazione creava qualche problema, perché le sue squadre disputano i campionati CSI e le formazioni ospiti sbagliavano sempre campo, presentandosi a quello della Chiesa Sant’Apollinare, che dista poche centinaia di metri!
Il cambio di nome è servito anche a rinforzare il legame tra la società sportiva ed il quartiere di Baggio, la cui identità storica è molto forte: comune autonomo fino al 1923, anche dopo la sua annessione a Milano ha conservato una struttura da borgo, ben visibile nella parte vecchia, proprio nei dintorni della Chiesa.
La squadra femminile è alla sua prima stagione di vita ed è già a soli due punti dalla vetta della classifica, mentre ormai da sei anni Castelli organizza il cosiddetto “Mundial de Bagg”, un torneo amatoriale che anima la stagione estiva. Ma il vero salto di qualità è stato compiuto nel settembre del 2015, quando l’infaticabile presidente ha inaugurato il centro sportivo di via Castrovillari, dopo la sua totale riqualificazione.
L’impianto, di proprietà comunale, prima versava in condizioni precarie, ma ora brilla grazie alla realizzazione di nuovi campi sintetici per il calcio a 7 e a 5 e di un nuovo blocco che funge da bar, sede sociale e spogliatoi. Volendo, si potrebbe proseguire con l’installazione di una tribuna e con la realizzazione di una palestra nei locali dove c’erano i vecchi spogliatoi, ma anche in questo caso bisogna fare i conti con le possibilità economiche. Per i miracoli, ci si sta attrezzando.
Trovare sponsor non è mai facile, a qualunque livello, anche se il fatto che ora nel nuovo centro della Baggese ci sia un andirivieni continuo sette giorni su sette autorizza a guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Di sicuro, già oggi la società rossonera rappresenta un punto di riferimento per tante famiglie, che qui hanno trovato un luogo formativo ed educativo dove far crescere i loro figli. Anche quelli tra i 3 e i 5 anni, che non possono ancora essere tesserati: col beneplacito del CSI, la Baggese ha dato vita alla categoria “avviamento allo sport”, che sta ottenendo un enorme successo!











