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Milano

di Eugenio Comincini,
sindaco di Cernusco sul Naviglio

Torno a distanza di pochi giorni sul tema IMU: le mie preoccupazioni si sono purtroppo tradotte in scelte politiche ed ora sono iniziativi nuovi guai per i Comuni ed i Sindaci, e quindi per i cittadini.
Cominciano a circolare brutte voci circa il fatto che il Governo compenserà ai Comuni il mancato gettito IMU prima casa con i valori del 2012. Cioè: lo Stato darà ai Comuni il valore dell’IMU incassata nel 2012, con l’aliquota allora in vigore. Quindi, chi lo scorso anno aveva lasciato l’IMU prima casa al minimo e quest’anno è stato costretto ad aumentarla, non vedrà la differenza.

A qualcuno potrà sembrare poca cosa, invece – se fosse confermata – questa scelta è di una scelleratezza e di una gravità senza precedenti. I Comuni più virtuosi che hanno già approvato il bilancio e che hanno previsto (per quadrare i loro conti) l’aumento dell’IMU sulla prima casa, ora, dopo l’abolizione dell’IMU stessa, non potrebbero più applicare l’aumento e quindi non potrebbero incassare la prevista eccedenza. Ma il bilancio già approvato sta in equilibrio anche con qui soldi che ora rischiano di non entrare più.

In altre parole: i Comuni che si trovano nella condizione di non disporre più del maggior gettito derivante dal previsto aumento IMU, o vanno in default o devono aumentare entro il 30 settembre altre tasse (addizionale IRPEF o IMU seconde case/imprese) per quadrare i conti. Ammesso e non concesso che gli ipotetici aumenti di altre tasse compensino il mancato gettito derivante dal programmato incremento dell’aliquota IMU prima casa…
Per restare sul concreto, il Comune di Cernusco sul Naviglio ha approvato ad aprile il proprio bilancio, decidendo di incrementare l’aliquota IMU prima casa da 0,40% a 0,49%: l’operazione di incremento dell’IMU prima casa vale 1.440.000 euro su un bilancio complessivo di parte corrente di circa 24.000.000 di euro.

Se l’operazione “rimborso IMU ai Comuni da parte dello Stato” avvenisse come sopra descritto, e quindi verrebbero a mancare al bilancio 1.440.000 euro (perché lo Stato ci darebbe solo il valore IMU prima casa dello scorso anno, che era ferma allo 0,40%), risulterebbe impossibile tagliare la spesa di 1.440.000 euro: e non solo perché non sapremmo più dove andare a tagliare, ma perché a settembre (sì, perché siamo già a settembre…) il grosso degli interventi approvati con il bilancio di aprile è stato ovviamente già impegnato e speso e quindi non ci sono margini per tagliare quelle cifre, tenuto conto che ci sono spese che non possono proprio essere compresse (stipendi, contratti in essere, appalti assegnati…).
Chi ci darà quei soldi se fosse confermato che lo Stato rimborserà ai Comuni solo l’IMU in vigore nel 2012, che per il nostro Comune era rimasta ferma alo 0,40%? Io non vedo che due soluzioni: o lo Stato trova le risorse necessarie per garantire ai Comuni la completa copertura del gettito IMU prima casa previsto per questo anno (incrementi delle aliquote compresi), oppure lo Stato consente ai Comuni di chiedere ai cittadini la differenza tra l’aliquota dello 0,40% (che lo Stato rimborserà ai Comuni) e quanto stabilito in incremento. Tertium non datur: o una delle due ipotesi solutive oppure i Comuni vanno in dissesto finanziario.

In questa condizione non si torva solo la mia città e qualche altro comunello; tanto per citare qualche pezzo da novanta, sono nella stessa condizione i Comuni di Genova, Bologna, Verona; Milano, che il bilancio non lo ha ancora approvato, ha però definito la sua bozza aumentando l’IMU prima casa. I casi sono centinaia.

Come se non bastassero queste incredibili grane, il provvedimento IMU pone un altro enorme problema ai Comuni che hanno già approvato il bilancio. Infatti il Testo Unico sugli Enti Locali impone che entro il 30 settembre i Comuni approvino la cosiddetta “salvaguardia degli equilibri di bilancio”, documento fondamentale per attestare che il bilancio è in regola, che la previsione di entrata è corretta e che le spese non eccedono le entrate; se tale documento non viene approvato – come accade per il bilancio – il Consiglio comunale viene sciolto. Il provvedimento governativo sull’IMU rende però impossibile che i Ragionieri capo dei Comuni – comprensibilmente e correttamente – possano attestare la sussistenza degli equilibri di bilancio, poiché le previsione di entrata sull’IMU prima casa non possono più essere certe, giacché il Governo non ha scritto da nessuna parte quanto realmente sarà riconosciuto ai Comuni. Ora, mentre il provvedimento IMU ha stabilito che per quei Comuni che non sono ancora riusciti a predisporre il bilancio di previsione 2013 viene concessa una proroga sino al 30 novembre (sic…) e sono stati sollevati dall’obbligo di procedere all’approvazione (entro il 30 settembre) della salvaguardia degli equilibri di bilancio, ai Comuni che invece i conti li hanno già approvati è stato mantenuto l’obbligo di certificare che il documento contabile è in equilibrio. Ma essendo impossibile – da un punto di vista squisitamente amministrativo e tecnico – procedere a tale attestazione, è evidente che o viene celermente cambiata questa parte della norma oppure il 1° di ottobre non basteranno i Prefetti in servizio per commissariare tutti i Comuni inadempienti…
Al di là dell’assoluta ed evidente mancanza di equità dei meccanismi delineati e prospettati (“trattamenti” diversi per i Comuni), come si fa a congegnare in maniera così assurda norme che mettono a rischio i conti di centinaia di Comuni? Come si fa ad essere così incompetenti
?! Queste sciagurate e vergognose scelte del Governo – se confermate – chi volete mai che colpiranno? Ancora una volta chi è più debole e già in difficoltà per la crisi.
PS: sulla base di quanto sopra spiegato trovo assolutamente incomprensibili ed inaccettabili le dichiarazioni del Presidente nazionale di ANCI e Sindaco di Torino, Piero Fassino, che ha affermato “Dal Governo misure in sintonia con le nostre richieste”. Non posso che dissentire: le richieste dei Sindaci erano che fosse garantita la copertura del gettito IMU previsto per il 2013, non quello del 2012! Domenica lo incontrerò alla festa PD milanese e non mancherò di dirgli che queste sue affermazioni sono inaccettabili, perché se si avvererà quanto sopra descritto questo significherà la morte dei Comuni.

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imu







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