L’ex presidente delle regione Lombardia, il senatore Roberto Formigoni, respinge le accuse e definisce “una grande bufala” i titoli dei giornali secondo i quali “I vertici della Regione sapevano” del presunto giro di appalti stimato in circa 224 milioni legato alla societa’ ‘Infrastrutture Lombarde’. “I telegiornali di ieri e di stamattina e i giornali di stamattina, a proposito della vicenda di Infrastrutture lombarde, riportano con grande evidenza titoli che costituiscono una colossale bufala: ‘I vertici della Regione sapevano’”, scrive in un comunicato Formigoni, secondo il quale “questo non corrisponde per nulla alla verita’ dei fatti ed e’ smentito anche nelle stesse carte dell’inchiesta”.
“Infatti, il gip Andrea Ghinetti, che ha rilasciato quelle dichiarazioni inducendo in errore giornali e tv – prosegue Formigoni -, parla di ‘vertici della Regione’, e tutti pensano ai vertici politici e in particolare a un solo nome, guarda caso sempre quello, ovviamente il mio”. “E invece”, sottolinea l’ex governatore – “la verita’ e’ un’altra: i presunti vertici che, secondo le carte della Procura, non potevano non sapere, sono solo dei semplici dipendenti di un ufficio regionale, l’Avvocatura, come esplicitamente riportato alle pagine 107 e 108 delle carte distribuite dalla Procura stessa”. “Alla luce di questo – conclude -, chiedo oggi a giornali e telegiornali, ai sensi di legge, di ripristinare la verita’ dei fatti smentendo l’infondata calunnia riportata ieri e stamattina”
LE INTERCETTAZIONI DALLE QUALI E’ PARTITO TUTTO
Incaricava i professionisti amici di Antonio Rognoni. Distribuiva incarichi a ridosso delle soglie per le quali si rendevano necessarie le gare d’appalto. Predisponeva i progetti. Secondo gli inquirenti, un ruolo di primissimo piano nell’affaire che ha portato in carcere il direttore generale di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni ce l’aveva una bergamasca, Simona Trapletti, architetto, le cui telefonate avrebbero fatto partire l’inchiesta che sta scuotendo la Regione Lombardia. Per quella Infrastrutture Lombarde l’architetto aveva curato il primo master plan per la trasformazione degli ex Ospedali Riuniti. E la demolizione dell’ex Enpam di Pieve Emanuele. “Noi potremmo pensare qua di costruire…due contratti…uno a te e uno a Italsocotec”, diceva l’indagata a Salvatore Primerano, imprenditore considerato al centro della struttura occulta che aveva influenza su Infrastrutture Lombarde, secondo quanto riferisce il Corriere di Bergamo. E proprio da quelle conversazioni è iniziata l’indagine.
