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Milano

Introduzione della progressivita' nell'Irpef e aumento dell'Imu sulla prima casa come copertura. La giornata in cui la Giunta milanese si e' riunita per licenziare la proposta di bilancio, intervallata da incontri con la maggioranza, i sindacati e le Zone, ha prodotto una riscrittura della leva fiscale che pero' non e' intervenuta sulla soglia di esenzione dell'Irpef, come chiesto dai sindacati, che resta ferma ai 15mila euro. In sostanza, l'Amministrazione di Palazzo Marino ha deciso di accantonare la scelta iniziale di un'aliquota Irpef unica allo 0,8% a favore di una a scaglioni: 0,67% sulla porzione da 0 a 15mila euro, 0,77% da 15 a 28mila euro, 0,78% da 28 a 55mila euro, 0,79% da 55 a 79mila euro e 0,8% oltre i 75mila. La soglia di esenzione a 15mila euro, invece, fissa al 40% la percentuale di cittadini che non dovranno nulla al Comune, a fronte del 76% precedente. Si tratta di una rimodulazione che produrra' un gettito di 179 milioni a fronte dei 192 milioni che Palazzo Marino avrebbe ottenuto con l'aliquota unica e che la Giunta ha deliberato di compensare con un'ulteriore intervento sull'Imu prima casa che salira' a 0,575. Tributo, quest'ultimo, che dovrebbe essere compensato dallo Stato a seguito di provvedimento che ha sospeso la prima rata e volonta' di non farlo gravare sui cittadini, ma che verra' automaticamente domandato ai milanesi qualora con la legge di stabilita' non dovessero arrivare i finanziamenti promessi. "Il Governo si e' impegnato con l'Anci a garantire tutte le risorse necessarie per la chiusura di bilancio - ha detto l'assessore Francesca Balzani - e sicuramente con la legge di stabilita' dara' seguito all'impegno, ma ad oggi la fotografia e' questa: il decreto legge non ha abolito l'Imu, ma la prima rata. Significa che se il Governo non fa nulla, tutto andra' dovuto in un'unica soluzione. Se, invece, il Governo finanziera' come promesso vorra' dire che sara' riconosciuto ai contribuenti uno sconto pari a quell'importo".

Per l'Amministrazione si tratta comunque di un "segnale" dato ai cittadini e a quanti avevano sollecitato una maggiore equita'. "Ci troviamo in una situazione difficile comune a tutti gli Enti locali - ha fatto notare Pisapia -; questo e' un anno di passione il bilancio e' straordinario. Nonostante le difficolta', abbiamo voluto comunque dare un segnale di progressivita', mantenendo un esenzione per molti. Siamo sicuri che lo sforzo sara' compreso dai cittadini, anche perche' la nostra Irpef rimane tra le piu' basse d'Italia. Roma, per esempio, sotto un'amministrazione di centro destra, aveva gia' portato la tassa allo 0,9% con aliquota secca e esenzione a 8mila euro; stessa cosa Varese che e' della Lega: aliquota unica allo 0,8% con 8mila di esenzione. Persino Parma del Movimento a 5 Stelle ha un'aliquota allo 0,8% con soglia a 10mila euro". Ma la leva fiscale non e' stato l'unico elemento su cui poggiare il pareggio di Bilancio: dopo i tagli operati da tutti gli assessorati, la Giunta ha dovuto far ricorso a dividendi straordinari Atm per 55 milioni. Un prelievo che l'Amministrazione e' pronta a colmare non appena il Governo dovesse dare seguito all'impegno di restituire la differenza tra i tagli operati sul fondo di solidarieta' di Milano e quelli di altre citta' di pari classe demografica, vale a dire una cifra quanto piu' prossima ai 38 milioni di euro. Nella manovra di Palazzo Marino, infine, sono entrati anche gli investimenti operati con "grandissimo sforzo" anche con il ricorso allo strumento del debito per 125 milioni di euro. Dopo la deliberazione della Giunta, il Bilancio passera' al vaglio di commissioni e consiglio comunale. Il termine e' quello del 30 novembre, ma la volonta' e' di arrivare "il prima possibile" per far partire gli investimenti.

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