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Milano
La Cgil alla prova di Atm. ”Chiediamo un incontro al Comune"

di Fabio Massa

Periodo di grandi discussioni nella Cgil lombarda e nazionale. Fin dall'inizio di gennaio, infatti, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, sono partite le assemblee di base per decidere i delegati per l'assemblea nazionale che si terrà in primavera e che sarà il banco di prova sul quale Susanna Camusso dovrà misurare la propria proposta politica. Esito abbastanza scontato, visto che è data per stra-favorita rispetto all'unico competitor, Giorgio Cremaschi, uno dei pochi ad essere rimasto fuori dal "documentone" firmato un po' da tutti, Maurizio Landini compreso. Tuttavia qualche elemento di interesse, malgrado la corsa sia praticamente segnata, c'è soprattutto nell'area di Milano.

Come reagirà infatti il sindacato locale alla vittoria di Renzi? Non è un segreto né che il capo dei rottamatori (anche se non gradisce più essere chiamato così) vorrebbe riforme profonde sia del mondo del lavoro che della rappresentanza sindacale. Nè è un segreto che i vertici della Cgil locale abbiano sostenuto in larga parte la proposta di Cuperlo. Lo stesso segretario della Camera del Lavoro Gianni Gorla, e il suo predecessore oggi consigliere regionale Onorio Rosati, si sono schierati in prima linea in questo senso. E i solchi che si creano tra partito e sindacato in tempi di congresso, si sa, sono duri da colmare. Tanto che in questa lunga corsa verso l'assise nazionale di maggio, potrebbero esserci - stando a rumors raccolti da Affari - fibrillazioni e sussulti proprio in chiave renziana sotto la Madonnina. Anche perché, e non è un segreto, il segretario metropolitano milanese è Pietro Bussolati, renziano della prima ora.

E il suo main sponsor è uno degli assessori con le deleghe più pesanti a Milano, Pierfrancesco Maran, assessore all'Ambiente e ai trasporti. Il banco di prova dei rapporti tra Cgil e giunta Pisapia, mai tanto positivi da essere definiti buoni, sarà proprio l'azienda di trasporti milanese. Due sono le questioni in campo. Prima di tutto la vicenda del contratto di servizio. Il Comune vuole ridurlo. Il sindacato teme che questo mandi l'azienda in rosso e determinerebbe quindi il non conseguimento da parte dei lavoratori dei premi di produzione, che sono legati ai bilanci societari. In secondo luogo c'è la vicenda della fusione, sulla quale Maroni insiste a voler coinvolgere Pisapia, anche se fonti di Affari riferiscono che sia ai piani alti di Palazzo Lombardia sia nelle aziende interessate, continua ad esserci molto scetticismo a riguardo.

Graziano Gorla, segretario della Camera del Lavoro di Milano, lancia un messaggio ben chiaro al Comune: "Ci aspettiamo che per discutere di queste vicende Pisapia convochi i sindacati. Dobbiamo capire che impatto potranno avere le operazioni in corso sia sugli utenti che sui lavoratori". Facile intuire che la Cgil non è pronta ad affrontare un altro bagno di sangue come quello legato al rinnovo del contratto di Trenord. E dunque, apertis verbis, la vicenda non è solo finanziaria: in caso di fusione quale contratto verrà adottato? Quello di Trenord o quello di Atm? O un terzo? Vicenda non di poco conto, visto che per trattare con il sindacato questo è uno dei punti discriminanti. In caso contrario, si preannuncia battaglia. Anche se - e questo è bene precisarlo - la Cgil non è pregiudizialmente contro nessun tipo di operazione che riguardi Atm o Trenord.

@FabioAMassa

Tags:
cgilatmcomune






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