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Milano
Le macerie del ponte crollato sulla Valtidone? Via dopo un anno (e coi soldi dei privati)
ettore fusco

Sono soldi dei privati, destinati a opera pubbliche sul territorio di Opera, quelli impiegati da Città metropolitana per rimuovere le macerie delle rampe del ponte ciclopedonale crollato lungo la Valtidone ad Opera, nel Milanese, nel maggio del 2014. Così oggi sono iniziati i lavori che termineranno entro venerdì 17 e prevedono in una prima fase lo sminuzzamento delle macerie, la divisione dalle parti in ferro e poi lo sgombero dell’area e la messa in sicurezza finale. Il tutto in attesa del rifacimento delle rampe necessarie a utilizzare il ponte la cui parte centrale che sovrasta la strada provinciale è in ottimo stato come garantito dall’Ufficio tecnico di Città metropolitana.

“Da un anno litighiamo con la Provincia prima e Città metropolitana dallo scorso ottobre - commenta il sindaco di Opera Ettore Fusco - per ottenere quello che invece dovrebbero fare autonomamente ed in tempi certamente più rapidi”. La prima rampa del ponte era, infatti, crollata nel maggio scorso ma la Provincia decise di intervenire, demolendone le rampe pericolanti, solo nel mese di settembre quando un secondo cedimento destò particolari preoccupazioni. Così, dopo avere cambiato gli interlocutori, da Provincia a Città metropolitana, con un anno di ritardo da quando il ponte è stato chiuso al passaggio degli operesi si sono avviati i lavori con i fondi dell’azienda che deve realizzare l’outlet a Locate di Triulzi che, con il Comune di Opera, aveva stretto accordi per realizzare opere pubbliche sul territorio a compensazione dei disagi prodotti dalla grande struttura sul territorio del comune confinante.

“Naturalmente siamo grati ai tecnici di Città metropolitana per il lavoro sin qui svolto e per avere agevolato l’intervento del privato - sottolinea il sindaco Fusco - ma adesso da Giuliano Pisapia e dal nuovo Ente pretendiamo siano ricostruite le rampe di un ponte che sovrasta la strada di loro competenza e collega Opera alla sua frazione Noverasco. Un territorio che già la Provincia aveva isolato classificando la Valtidone extraurbana principale chiudendola così al passaggio di cicli e motocicli fino a 149cc di cilindrata. Di fatto i nostri abitanti della popolosa frazione sono stati esclusi dal capoluogo”.

Con il primo cittadino sul posto, insieme ai tecnici di Città metropolitana, anche il vicesindaco operese e assessore a trasporti e mobilità Antonino Nucera che ha ribadito l’indisponibilità del Comune di Opera a farsi carico di obblighi di un Ente superiore che ha risorse dedicate a questi interventi. “Non possiamo impiegare fondi destinati ai nostri cittadini - le parole del vicesindaco - per sopperire alle mancanze di una Città metropolitana troppo Milano centrica, sia nella composizione che negli interventi, che trascura i comuni della provincia in attesa di fagocitarli con le zone omogenee con cui conta di togliere potere e voce ai territori”.

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