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Milano
Le tre sfide del City Act e il ruolo della città metropolitana nel riordino sanitario. Il commento di Pietro Bussolati per Affaritaliani.it

di Pietro Bussolati,
segretario del Pd metropolitano milanese

Il City Act del Partito Democratico Metropolitano ha lanciato tre sfide fondamentali nel riassetto territoriale di competenze e autonomie.
 
La prima - riconoscere l'autonomia finanziaria di Milano Metropolitana, la devoluzione di competenze in materia di pianificazione urbana, commercio, mobilità etc. - è verso Roma e non può passare solo dalla recente approvazione della legge Delrio ma necessita sicuramente di un intervento aggiuntivo che deleghi alla neonata città metropolitana di Milano competenze e obiettivi per poter agire sulle leve dello sviluppo.
La seconda è verso la Regione. Fino ad oggi l'area milanese non ha avuto la giusta centralità nelle scelte di governo di Regione Lombardia, che non ha capito che è tramite la polarizzazione degli investimenti che si creano hub di conoscenza capaci di competere con la crescente internazionalizzazione dell'economia. La sfida non può essereintraregionale ma tra Milano e Londra, Parigi, New York. Se Milano imbocca una sua vocazione produttiva, cresce come città metropolitana e globale, sfrutta Expo per diventare polo attrattivo globale, i vantaggi saranno ovviamente percepiti anche da tutto il territorio lombardo (e oltre).
La terza, la più importante, è al nostro interno, al Partito Democratico che governa, con le sue buone amministrazioni locali, i due terzi dell'area metropolitana milanese. Da anni, non solo negli ultimi tempi, ci siamo impegnati e abbiamo promosso occasioni di riflessione e discussione per proporre uno schema di città metropolitana che oggi si può finalmente misurare con la realtà. In contemporanea con gli ultimi passaggi parlamentari della legge Delrio, la Segreteria metropolitana ha svolto un confronto approfondito sul tema. Siamo pronti e non possiamo perdere questa occasione storica, con l'orgoglio di essere (dati alla mano, potrei dire) l'unica forza progressista e strutturata che può guidare questo processo.
Dobbiamo fare presto e bene, unendo il lavoro di tanti sindaci, consiglieri provinciali, consiglieri regionali, parlamentari e circoli che hanno da sempre animato il dibattito, proponendo idee, modifiche e ponendo in discussione le varie tesi esposte.
Per capire la portata storica delle sfide enunciate si può pensare alla discussione di questi giorni sollecitata dalla proposta dell’assessore Majorino di affidare il tema sanitario alla città metropolitana. Si tratta certo di una provocazione che coglie il senso delle sfide che abbiamo di fronte, ma occorre che sia discussa e razionalizzata per poter non rimanere una mera provocazione.
E' indubbio che l'attuale sistema sanitario debba essere riformato e che la nascita della città metropolitana ponga l'interrogativo di come riorganizzare la gestione dei servizi sanitari. Fermo restando il ruolo della Regione in materia di legislazione e programmazione, anch'io ritengo che occorra affidare alla città metropolitana il ruolo di interlocutore e decisore nelle scelte che riguardano l'area metropolitana milanese, anche in materia di ridisegno dei compiti, funzioni e dimensioni delle Asl.
Il compito della Città metropolitana, dunque, dovrà inevitabilmente essere anche quello di rivedere e individuare gli ambiti ottimali per la pianificazione e la gestione dei servizi alla persona, tenendo conto della trasformazione in municipalità e dell'accorpamento in aree vaste del territorio della provincia di Milano.
L'obiettivo politico che perseguiremo in questa direzione sarà quello di riconoscere una logica di prossimità territoriale e di assistenza ai bisogni dei cittadini ed un'offerta sanitaria più vicina al bisogno di salute espresso dai cittadini e più lontana dagli interessi economici: una salute capace di curare più i mali che gli utili.
Discutere di riordino amministrativo, superamento del titolo V e competenze di municipalità e città metropolitana non è all'evidenza un mero esercizio finalizzato al disegno dell’architrave amministrativa, ma per il Partito Democratico è il tentativo di offrire ai cittadini la possibilità di avere una pubblica amministrazione capace di combattere lo spreco, abbattere la burocrazia e offrire una visione di riforma di lungo periodo.
 

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pietro bussolati







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