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Milano
Lega, protesta anti-europea in consiglio regionale: seduta sospesa per ore

Protesta dei consiglieri lombardi della Lega Nord contro le politiche dell'Unione europea. Durante i lavori del Consiglio regionale, al Pirellone, i leghisti hanno esposto uno striscione con la scritta 'No a questa Europa'. La seduta e' stata immediatamente sospesa. Poco prima della protesta del Carroccio, in aula si era tenuta la relazione sulla programmazione dei lavori dell'Unione europea per il 2015 di interesse per il tessuto socio-economico lombardo.

Dopo la sospensione dei lavori, in seguito alla protesta leghista, il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo ha deciso di rinviare la ripresa della seduta al pomeriggio. "E' inaccettabile che l'aula sia usata per iniziative di natura partitica per avere una cassa di risonanza", ha affermato l'esponente di Nuovo centrodestra. Critico anche il Movimento 5 Stelle. "L'iniziativa della Lega Nord in Consiglio regionale e' ridicola e finta - ha sostenuto il capogruppo, Andrea Fiasconaro -. Solo il Movimento 5 Stelle sta andando in piazza a chiedere le firme per l'iniziativa 'Fuori dall'euro', mentre la Lega non va oltre le dichiarazioni retoriche di intenti. Per di piu' il loro 'no a questa Europa', oltre che vago, significa meno risorse per la Regione e per i Comuni, una prospettiva che non auspica nessuno".

“No a questa politica. Un modo di far politica che non ci appartiene fatta di ideologia e sterile propaganda che uccide il confronto e la voglia di costruire con l’unico risultato di aumentare l’allontanamento e la disaffezione alla politica nei cittadini”. Con queste parole anche il coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra, Alessandro Colucci, e il capogruppo del Nuovo Centrodestra, Luca Del Gobbo, hanno stigmatizzato la scelta del Gruppo della Lega Nord di esporre, durante la seduta di Consiglio Regionale, uno striscione con la scritta "No a questa Europa". “A nessuno di noi – sottolinea Colucci – piace l’Europa di oggi, la differenza sta in chi urla slogan inconcludenti e chi, invece, cerca di cambiarla con provvedimenti, con analisi, con proposte. La seduta Europea del Consiglio regionale è un’occasione per cambiarla, per incidere realmente. L’abbiamo già fatto ad esempio l’anno scorso sul tema dell’Iva e la Commissione europea ha tenuto conto delle nostre osservazioni. La Lega ha perso l’ennesima occasione per accreditarsi come forza di governo e di cambiamento. Questa politica urlata e fatta di sceneggiate, di parole d’ordine e di slogan abbiamo già visto quanto sia fallimentare e, in fondo, una presa in giro agli elettori”.

“Il caso Tsipras in Grecia – prosegue il coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra – è illuminante e foriero di insegnamenti. In campagna elettorale tanti no all’Europa, tante parole e proclami poi, nel momento di governare il Paese ha dovuto accettare il confronto. Noi abbiamo scelto un’altra strada: difendiamo la nostra autonomia, critichiamo questa idea dell’Europa, ma stiamo nelle istituzioni per cambiare, per migliorare, per rendere l’Europa più vicina ai popoli europei”. “Siamo rammaricati – conclude Del Gobbo – per questo atteggiamento irrispettoso dell’aula assunto, ancora una volta, dalla Lega che sembra incapace di imparare dal passato e di rispettare gli impegni assunti in occasione di una recente riunione dei capigruppo. Dopo i fatti incresciosi degli ultimi mesi, infatti, si era deciso di evitare azioni propagandistiche e strumentali all’interno dell’Aula per rispetto di questo luogo e dei cittadini lombardi che si attendono da noi risposte all’attuale crisi e non certo striscioni e urla. Fatti come quello di oggi non fanno altro che potenziare la disaffezione e l’allontanamento dalla politica nei cittadini. Per queste ragioni rispondiamo a questo striscione con un secco e fermo “No a questa politica”.”

Pd e Patto civico con Ambrosoli sono invece usciti dall'aula alla ripresa promeridiana dei lavori del Consiglio regionale lombardo in segno di protesta contro l'atteggiamento della Lega Nord. Alla ripresa della seduta, i capigruppo Enrico Brambilla (Pd) e Lucia Castellano (Patto civico) sono intervenuti, spiegando le motivazioni dell'uscita dall'aula. "Abbiamo assistito all'ennesimo gesto deprecabile", ha detto Brambilla, "non possiamo partecipare a quella che rischia di essere una finzione, un'approvazione di facciata" della risoluzione presentata in aula, "dietro il quale non c'e' la convinzione di una parte importante della maggioranza". Per queste ragioni "il gruppo del Pd non intende garantire la propria presenza in aula nella prosecuzione pomeridiana dei lavori". Sulla stessa linea l'intervento di Lucia Castellano: "Anche noi abbandoniamo l'aula, siamo rimasti basiti dal comportamento di parte di questa maggioranza". Lasciando l'aula, i consiglieri di centrosinistra hanno lasciato diverse bandiere dell'Unione europea sui loro banchi, prontamente rimosse dai commessi.

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