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Lendlease, dopo Santa Giulia voci di un possibile disimpegno anche su Mind

La cessione delle aree attorno all’Unipol Dome a Bizzi & Partners è ormai un fatto. Ora il vero interrogativo riguarda il distretto dell’innovazione nato sui terreni di Expo: sullo sfondo la riorganizzazione globale del gruppo australiano

Lendlease, dopo Santa Giulia voci di un possibile disimpegno anche su Mind
Mind

La notizia di Santa Giulia è ormai acquisita: Lendlease ha lasciato il progetto, cedendo per 150 milioni di euro le aree residue a Bizzi & Partners. Ma è proprio quella ritirata a spostare ora l’attenzione su un dossier ancora più delicato per Milano: Mind, il distretto dell’innovazione nato sui terreni di Expo. Le ombre della “dismissione globale” dello sviluppatore australiano, come scrive il Corriere della Sera, si allungano così lungo la diagonale che attraversa la città da Sud-est a Nord-ovest. Da Santa Giulia a Rho-Roserio, da un progetto immobiliare appena ceduto a quello che rappresenta una delle principali scommesse strategiche del futuro milanese.

Da Sydney a Milano, i segnali di riorganizzazione che preoccupano Mind

A rendere più concreti i timori non sono soltanto le voci. C’è un contesto internazionale che pesa: Lendlease ha avviato un piano di riorganizzazione globale dopo pesanti perdite finanziarie e cali in Borsa. La strategia annunciata da Sydney prevede la liquidazione delle attività in Stati Uniti, Regno Unito ed Europa. Italia compresa. È dentro questo quadro che la cessione di Santa Giulia assume un valore che va oltre il singolo progetto. Perché se il gruppo ha già scelto di arretrare da un’operazione milanese da 1,8 miliardi di euro, la domanda che ora circola tra istituzioni, operatori e osservatori riguarda inevitabilmente Mind: fino a che punto Lendlease resterà davvero impegnata nel distretto dell’innovazione?