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Milano
Il Milan punta su Baggio per il nuovo stadio. Ma Fi e Pd si ribellano

Secondo rumors Barbara Berlusconi avrebbe mollato la presa sull'area Expo per il nuovo stadio del Milan. E starebbe cercando un'area in città, magari in una parte storica, come il quartiere di Baggio. Ed ecco che subito scoppia la polemica. A dare fuoco alle polveri è Rosario Pantaleo, consigliere comunale del Pd: "L'ipotesi sarebbe quella di utilizzare parte della vecchia piazza d'armi di Baggio come spazio per il nuovo stadio. Un'idea assolutamente fuori luogo che porterebbe nuovo caos e traffico in un'area che già soffre per la presenza dello stadio Meazza. Ci auguriamo che sia una boutade giornalistica e che il buon senso prevalga. In caso contrario saranno opportune necessarie riflessioni ed azioni dal territorio interessato".

Anche Forza Italia, con Alessandro De Chirico, consigliere di zona 7, afferma che l'area non è disponibile: "E' tutto già definito. E poi piazza Darwin non è disponibile, bisognerà anche bonificare - spiega ad Affari - Devo dire che l'idea non è attuabile. Detto questo, Pantaleo non è informato e di questo mi dispiace. Anche perché la maggioranza di sinistra ha approvato circa un mese fa un progetto di riqualificazione per fare orti urbani e un ostello in previsione di Expo. Noi eravamo contro, perché è un piano scandente".

"E' del tutto evidente che la Piazza d'Armi, in via Forze Armate, è una zona troppo trafficata per pensare di costruirvi il secondo stadio cittadino. Su questo l'amico Pantaleo ha ragione, si tratta di un parere quasi didascalico. La questione riguardante lo stadio del Milan non può però essere liquidata così velocemente, in quanto riguarda un tema importantissimo per la nostra città, anche dal punto di vista economico - interviene su Affari Lorenzo Zacchetti, responsabile sport Pd dell'area metropolitana - La posizione del PD sul tema verrà ovviamente costruita secondo i percorsi che sono propri di un organismo democratico, previo il lavoro nel gruppo che io coordino e un necessario passaggio nella segreteria metropolitana. Faccio notare, inoltre, che il Milan ha fatto una manifestazione di interesse per l'area di Expo, quindi bisogna vagliare con estrema attenzione tutte le possibilità. In merito a San Siro, sono convinto che l'unica soluzione sia la ZTL, che però potremo realizzare solo dopo l'inaugurazione della fermata della linea 5 del metrò, che dovrebbe avvenire l'anno prossimo. Senza dare un'alternativa ai tifosi, è impossibile eliminare le auto che obiettivamente generano molti fastidi ai residenti. Non dimenticherei nemmeno la problematica dell'ippodromo, che potrebbe trovare soluzione creando sinergia con il calcio, ad esempio per creare un'area hospitality da utilizzare in occasione delle partite di Champions League e dei grandi eventi, compresi i concerti. Non c'è nessuna preclusione nei confronti del Milan, ci mancherebbe. Siamo dispostissimi a valutare insieme a loro delle soluzioni che coniughino l'interesse dei residenti con un'eccellenza sportiva della quale la nostra città va fiera, come quella rappresentata dai rossoneri. Mi occupo da sempre di stadi e management e trovo interessante il fatto che Barbara Berlusconi abbia fatto partire il suo progetto dalla costruzione di una nuova sede, invece che da quella dello stadio. E' una scelta in controtendenza con quanto accade nel resto del mondo e credo sia opportuno saperne di più prima di esprimersi sulla collocazione del nuovo stadio, con tutte le ripercussioni che ciò avrebbe anche in termini di occupazione e di consumo di suolo". E poi la conclusione: "In linea generale, la concezione moderna degli stadi fa si che essi vengano costruiti fuori dai centri a maggior densità abitativa o, se ciò non è possibile, in zone molto ben servite dai mezzi pubblici, onde evitare massicci afflussi di auto. Bisogna affrontare la questione tenendo in considerazione le esigenze della città nel suo complesso, lo dico anche se presiedo la Commissione Sport di Zona 7".

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