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Milano
primarie cinisello

di Fabio Massa

Una ben strana vicenda, quella di Cinisello Balsamo. Circa 75mila abitanti, è la terza città più popolosa della Provincia di Milano, dopo Sesto San Giovanni. Una roccaforte della sinistra, amministrata nell'ultimo mandato da Daniela Gasparini, che alle parlamentarie ha ottenuto una posizione sicura alla Camera. Ora, bisogna andare al rinnovo del sindaco, e quindi ad elezioni. Il centrosinistra fa le primarie per scegliere il successore della Gasparini. E qui c'è la prima stranezza: si presentano in cinque, dei quali tre in quota Pd. L'unica donna è Siria Trezzi, ex assessore per due mandati, di Sel. Poi c'è l'Idv Giuseppe Calanni, anche lui ex assessore. Infine, i tre democratici: Luca Ghezzi, vicesindaco nell'ultima giunta; Andrea Ronchi, consigliere comunale; Giuseppe Sacco, anche lui ex assessore.

I bookmaker di Cinisello danno per favoriti Luca Ghezzi e Siria Trezzi. Ognuno gode dei suoi appoggi (dietro Ghezzi ci sarebbe l'ex sindaco Gasparini, dietro la Trezzi gran parte dei sindaci dell'hinterland, anche di stretta osservanza democratica), e ognuno ha i suoi punti fermi. "Le mie parole d'ordine sono ascolto e partecipazione. Ascolto perché c'è l'esigenza di dare risposte al territorio. E partecipazione perché bisogna impostare in maniera nuova il rapporto tra cittadini e amministrazione", spiega Ghezzi ad Affaritaliani.it. Per Siria Trezzi, sempre ad Affari, le parole d'ordine sono invece cambiamento e trasparenza. "Il cambiamento è richiesto con forza dai cittadini - spiega la Trezzi - Trasparenza invece vuol dire assolvere al diritto dei cittadini di sapere, non solo con l'accesso ai dati, ma anche con lo streaming del consiglio comunale". Poi ci sono gli altri tre: il "renziano" Andrea Ronchi, che ha come slogan "la tutela dell'ambiente e del territorio sono sempre state al centro della mia attenzione"; Giuseppe Sacco che spiega: "Vorrei perseguire il bene pubblico e contribuire a migliorare la mia città e il mio paese"; e l'Idv Giuseppe Calanni, che ha come slogan: "Intendo dare vita a una politica nuova, attenta alle idee buone e condivisibili da qualsiasi parte vengano".

Fin qui, tutto bene. Si vota il 17 marzo in vista delle elezioni del 26 e 27 maggio. Ma il problema è: come si vota? Perché a Cinisello Balsamo si sono organizzate primarie ben strane. In Lombardia si vota a turno singolo, a Milano si vota a turno singolo. Invece, a Cinisello si è deciso di fare un doppio turno. Perché? Ghezzi spiega e minimizza: "Abbiamo seguito il modello nazionale. Mi sembra più giusto perché con cinque candidati si rischiava di avere un consenso troppo esiguo. Invece così chi sarà scelto dopo il secondo turno avrà un consenso più rafforzato". Di opinione radicalmente diversa Siria Trezzi: "A Cinisello succedono cose che solo a Cinisello succedono. Sembra strano ma è così. Queste sono primarie meno ampie di quanto si potesse auspicare. Il doppio turno diciamo che non facilita. Quasi che si voglia per forza avere dei vinti e dei vincitori". Il dubbio che serpeggia, neppure troppo velatamente, è che il doppio turno sia stato ideato per far perdere la Trezzi (o per far vincere Ghezzi). Il motivo è semplice: il Pd frammentato si potrebbe ricompattare dietro Ghezzi al secondo turno. Lui se lo augura: "E' auspicabile che il Pd si riunisca dietro il suo candidato. Ma non penso che il doppio turno sia stato fatto per questo". La Trezzi, invece, va giù piatta: "Questa cosa del doppio turno anche io l'ho letta così. C'è la voglia di far vincere sempre le vecchie logiche. Io non voglio primarie chiuse, dove gli accordi si fanno nelle segreterie. Voglio primarie aperte. Anche perché lo dico chiaramente: se perdo io non torno in giunta. Io gareggio senza paracadute". Comunque vada, quello di Cinisello sembra un pantano. L'eredità della Gasperini si gioco sul rinnovamento o sulla continuità. Entrambi valori. Che andranno al secondo turno.

@FabioAMassa

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cinisello balsamo







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