di Fabio Massa
Ci sarà prima di tutto da fare gli aggiustamenti alla legge elettorale regionale. Non c’è solo la complicata partita che si gioca a Roma, a mettere incertezza sul prossimo voto. In Lombardia Roberto Maroni, prima di prendere qualunque tipo di decisione, dovrà anche fare i conti con le necessarie modifiche alle regole che porteranno alle nuove elezioni, che con tutta probabilità – come preannunciato da Affaritaliani.it Milano – si terranno l’ultimo week end di settembre oppure il secondo di ottobre.
Secondo rumors, una modifica è richiesta per uniformare la legge elettorale lombarda con le linee guida europee e nazionali: la parità di genere, che ad oggi non è prevista. Quindi, gli eletti dovranno essere in egual misura donne e uomini. Questo cambierà di molto gli scenari per i vari partiti, che dovranno fare attenzione alle candidature. Nel dicembre scorso il consiglio regionale aveva già approvato una legge per garantire la parità nei cda delle partecipate regionali, e aveva fatto scalpore una frase, poi parzialmente rettificata e spiegata, del capogruppo leghista Massimiliano Romeo che aveva sostenuto che spesso le donne preferiscono non lavorare per stare a casa a curare i figli. Ovviamente la dichiarazione era stata poi ampiamente spiegata e rivista, ma comunque aveva fatto scalpore.
Secondo le prime indiscrezioni, la legge sarà quindi rivista con una doppia preferenza di genere. Ma non c’è solo questo. Riprendendo infatti una vecchia proposta di Forza Italia e Lega Nord, c’è il “congelamento” da consiglieri per coloro i quali vengono scelti per fare gli assessori. In pratica, quelli che vengono selezionati per la giunta da parte del governatore sono costretti a lasciare il seggio in aula, e dunque non avrebbero diritto di voto fin tanto che rimangono nella squadra di governo. Al loro posto, ci sarebbero i primi dei non eletti. Quando però dovessero decadere da assessori per il venir meno del rapporto fiduciario con il presidente, avrebbero il “paracadute” di poter ritornare in consiglio. Su questa proposta si prevede battaglia anche (se non soprattutto) per la confusione che genererebbe negli equilibri tra i vari partiti di maggioranza.
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