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Milano
Maroni: "Il rimpasto non si farà". Ma Fi ne discute ancora. Inside

di Fabio Massa

Il presidente Roberto Maroni l'ha detto chiaro e tondo, mentre gli arresti infuriavano intorno a Infrastrutture Lombarde: "Il rimpasto di giunta non s'ha da fare". E tutti pareva si fossero messi l'animo in pace. Ovviamente tranne il Nuovo Centrodestra, che proprio sul rimpasto sperava per riuscire a "pareggiare i conti". In una intervista ad Affaritaliani.it il capogruppo Ncd Parolini lo aveva detto chiaro e tondo: "Non è giusto che Forza Italia con 10 consiglieri esprima 6 assessori e noi che ne abbiamo 9 ne abbiamo uno, e per giunta di minor peso specifico", dichiarava in un'intervista ad Affaritaliani.it.

Forza Italia, con Claudio Pedrazzini, pareva però aver messo la pietra tombale sull'ipotesi di rimpasto: "Maroni dice no? Bene così", affermava. Però, adesso, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, il gruppo azzurro del rimpasto discuterà, eccome. Il 26 marzo, infatti, proprio Pedrazzini ha mandato la convocazione per la riunione degli azzurri ai colleghi e in copia al coordinatore lombardo Mariastella Gelmini. I primi punti sono la preparazione del consiglio del primo aprile, l'aggiornamento sulla situazione di Infrastrutture Lombarde e "l'approfondimento sulle candidature del bando per il dg". Segue un generico "aggiornamento TreNord", e - al punto successivo - spunta un "aggiornamento verifica di giunta". Insomma, anche se l'ordine di scuderia è "no il dibattito no", nell'odg il dibattito è apertissimo. Chiusa qui? Assolutamente no. Perché Pedrazzini torna a chiudere: "Il periodo elettorale – sottolinea Pedrazzini – non è tra l’altro quello più propizio per dedicarsi alle schermaglie sui rimpasti, essendo tutti impegnati a combattere altrove. Non dimentichiamo poi che le elezioni portano, di solito, movimenti e spostamenti di livelli non interessati dalle stesse elezioni: ne abbiamo avuto proprio oggi un esempio illuminante in Comune a Milano, dove è stato possibile assistere alla scomparsa del Nuovo Centrodestra. Nel Consiglio comunale di una delle più importanti città del Paese, il partito di Angelino Alfano oggi chiude i battenti. Vediamoci quindi dopo le elezioni per tirare le somme". E allora la domanda sorge spontanea: perché non cambia l'odg? Siluri in arrivo per qualche assessore un po' troppo esposto nelle carte dell'inchiesta Infrastrutture Lombarde?

@FabioAMassa

Tags:
maroniforza italia







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