Milano celebra i 120 anni della Cgil con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Teatro alla Scala. Il Capo dello Stato è arrivato per la seconda giornata dell’anniversario nella città dove, nel 1906, si costituì la Confederazione Generale del Lavoro, in occasione del suo primo Congresso. Ad accogliere Mattarella è stato l’inno nazionale, eseguito dall’orchestra della Scala diretta da Mikhail Agrest. Alla cerimonia, con l’intervento del segretario generale Maurizio Landini, partecipano rappresentanti delle istituzioni, della politica e della storia del sindacato.
Alla Scala Calderone, Sala e Schlein
Per il governo è presente la ministra del Lavoro Marina Calderone. In teatro anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, la segretaria del Pd Elly Schlein e i leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Tra i partecipanti figurano inoltre gli ex segretari della Cgil Sergio Cofferati e Susanna Camusso. Il programma comprende un momento dedicato alla danza, con il pas de deux da Giselle.
Landini: “Mettere la nostra storia al servizio del cambiamento”
Ad aprire la due giorni milanese è stato Maurizio Landini, con un intervento che ha collegato la storia della Confederazione alle trasformazioni del presente: intelligenza artificiale, transizione ecologica, disuguaglianze e guerre. “Mettere la nostra storia al servizio del cambiamento” è il messaggio con cui il segretario generale ha indicato il significato dell’anniversario. “La CGL nasce proprio per dare voce al lavoro nel momento di una grande trasformazione”, ha ricordato, richiamando le ragioni della fondazione nel 1906.
Al centro di quella scelta c’erano “la dignità della persona, la realizzazione e la libertà della persona, per combattere lo sfruttamento e affermare un modello sociale fondato sulla giustizia sociale”. Oggi l’innovazione tecnologica, il cambiamento climatico e la transizione demografica si intrecciano con conflitti e tensioni internazionali. Per Landini, il compito del sindacato è fare in modo che “questi cambiamenti non siano subiti, ma vedano lavoratrici e lavoratori protagonisti di questo cambiamento“.
Intelligenza artificiale: “La tecnologia non è neutra”
Una parte dell’intervento è stata dedicata alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale, con un richiamo al rischio di concentrare potere economico e conoscenza nelle mani di pochi grandi soggetti privati. “La tecnologia non è neutra: dipende chi la governa, chi la progetta, chi la controlla e per quali fini viene utilizzata“.
Da qui la richiesta di coinvolgere il mondo del lavoro non soltanto nell’utilizzo delle innovazioni, ma anche nella loro progettazione e nella definizione degli obiettivi. “Nell’era dell’intelligenza artificiale è il lavoro delle persone, l’intelligenza delle persone che deve rimanere al centro del governo di questi processi“, ha affermato Landini, denunciando il rischio che mercato e profitto prevalgano sulla democrazia e sulla partecipazione.
Energie rinnovabili e pace: “Sole, acqua, vento sono risorse di tutti”
Il segretario generale ha collegato anche transizione energetica e pace, contrapponendo il modello fondato sulle fonti fossili, spesso al centro di tensioni geopolitiche e conflitti, a quello basato sulle energie rinnovabili. “Sole, acqua, vento non sono proprietà di nessuno, sono risorse di tutti“. Nella sua lettura, la diffusione delle rinnovabili può contribuire a costruire uno sviluppo più democratico e sostenibile, meno esposto alle logiche di guerra.
“La contrattazione avvenga prima che vengano prese le decisioni”
Per affrontare le trasformazioni, Landini ha insistito sulla necessità di rafforzare la contrattazione e la partecipazione dei lavoratori ai processi decisionali. “Ho bisogno che la contrattazione avvenga prima che vengano prese le decisioni“. Il sindacato, secondo il segretario generale, deve poter intervenire quando vengono progettate le innovazioni tecnologiche e le trasformazioni organizzative. L’obiettivo è consentire a lavoratrici e lavoratori di partecipare alle scelte che incidono sulle loro condizioni, evitando di subirne soltanto gli effetti.
“Un futuro per il lavoro e per le nuove generazioni”
L’anniversario diventa così l’occasione per affiancare alla memoria della Confederazione una proposta per il futuro. “Non vogliamo solo festeggiare i 120 anni, ma indicare la possibilità di un futuro per il lavoro, per le nuove generazioni e per un mondo diverso, fondato davvero sulla libertà, sulla democrazia e sulla giustizia sociale“. Un impegno che Landini lega alla storia della Cgil e alla necessità di riportare il lavoro al centro delle trasformazioni economiche e sociali.


