Una serie di impronte rosse sulle vetrine di Unicredit, nel cuore di Milano, per denunciare il presunto coinvolgimento delle banche nel finanziamento dell’industria delle armi e dei combustibili fossili. È la protesta organizzata nella mattina di venerdì 23 ottobre, da alcuni attivisti di Ultima Generazione, che hanno scelto la filiale di corso Italia per lanciare una nuova campagna rivolta direttamente ai correntisti.
La protesta: vernice rossa sulle vetrine
Il blitz è scattato intorno alle 10.30, quando alcuni esponenti del movimento ambientalista hanno impresso le proprie mani sulle vetrine della sede bancaria utilizzando vernice rossa lavabile. Un gesto simbolico con cui gli attivisti hanno voluto richiamare l’attenzione sulle responsabilità che attribuiscono al sistema finanziario nel sostegno ai conflitti armati.
“Il rosso rappresenta il sangue che la banca ha sulle mani per le guerre che continua ad alimentare, finanziando le aziende che producono armi, comprese quelle che riforniscono Israele, e l’industria fossile”, hanno dichiarato gli esponenti di Ultima Generazione. Secondo quanto riferito dallo stesso movimento, tre persone sono state accompagnate in questura dopo l’azione dimostrativa.
“Non con i nostri soldi”: la campagna che chiama in causa i correntisti
La manifestazione segna l’avvio di “Non con i nostri soldi“, una mobilitazione che invita i cittadini a trasferire conti correnti e risparmi dagli istituti finanziari accusati di sostenere economicamente la produzione di armamenti, i conflitti internazionali e il settore dei combustibili fossili. La contestazione, dunque, non si rivolge soltanto a Unicredit, ma coinvolge più in generale il rapporto tra banche, investimenti e responsabilità individuali dei risparmiatori.
Nel mirino degli attivisti c’è soprattutto la scarsa consapevolezza dei clienti rispetto alla destinazione delle risorse affidate agli istituti di credito. “Quelle impronte parlano soprattutto a chi entra in filiale: sono i correntisti, spesso senza saperlo, a fornire i soldi con cui la banca sostiene tutto questo“, sostiene il movimento. Ultima Generazione riferisce inoltre che oltre 9mila persone avrebbero già aderito all’appello nei primi giorni della campagna. Un dato comunicato dagli organizzatori, che intendono ampliare la mobilitazione attraverso nuove adesioni.
Dalla protesta contro le banche allo sciopero europeo del 20 novembre
L’iniziativa milanese si inserisce in una fase di crescente mobilitazione contro il riarmo e le politiche di investimento legate al settore militare. Per Ultima Generazione, la pressione sui finanziatori dell’industria bellica rappresenta un ulteriore terreno di protesta, accanto alle tradizionali battaglie ambientaliste. Il movimento ha già annunciato la propria partecipazione allo sciopero studentesco europeo contro la guerra, previsto per il 20 novembre.
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