LA LEGA INSORGE CONTRO SALA: “NO AI MIGRANTI NEGLI OSPEDALI LOMBARDI”
“La Regione Lombardia dica no alla proposta del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, di utilizzare gli edifici del vecchio complesso ospedaliero del San Gerardo di Monza per trasferire li le centinaia di immigrati che non trovano spazio nelle strutture di Milano. Spostare gli immigrati in strutture fatiscenti, che necessitano oltre tutto di interventi di manutenzione, non è una soluzione. Non si risolvono i problemi spostando gli immigrati da un Comune all’altro, portandoli appunto a Monza o, altra ipotesi lanciata da Sala, nei padiglioni fatiscenti del vecchio ospedale di Garbagnate Milanese”
Lo dichiara l’on.Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e Segretario della Lega Lombarda. Che aggiunge: “L’unica soluzione possibile è farne trasferire un migliaio nelle Regioni che finora ne hanno accolti di meno della Lombardia che ne ospita oltre 19mila, ma è evidente che Sala e i sindaci del Pd, incluso il garbagnatese Pioli e il monzese Scanagatti, preferiscono prenderseli sui loro territori e non chiedere aiuto a Roma, per non disturbare e per non indispettire il loro segretario di partito Renzi.”
Il presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Lombardia, Fabio Rolfi, sottolinea invece che: “La proposta di Sala circa l’utilizzo degli ospedali milanesi per accogliere i finti profughi è una follia, ma purtroppo è quello che rischia di accadere se al referendum dovesse vincere il Sì, visto che la riforma costituzionale di Renzi prevede che la competenza sull’organizzazione sanitaria ritorni, nei fatti, in capo allo Stato centrale, per cui anche la gestione degli ospedali, nel concreto, verrebbe decisa a Roma: a quel punto toccherebbe al ministero stabilire se e quando chiudere una struttura sanitaria del territorio, o eventualmente come riutilizzarla, magari appunto come provvisorio centro per immigrati….”
Rissa tra i migranti che stazionano abitualmente in Centrale. Il tutto ripreso da un video.
GALLERA: “IDEA STRAMPALATA E ILLOGICA”
“Sono francamente molto stupito per la proposta del sindaco Sala che evidenzia l’assoluta mancanza di strategia e di lucidita’ dell’amministrazione comunale di Milano sul tema della gestione dei profughi presenti a Milano e che rischiano di arrivare, in grandi numeri, anche nei prossimi mesi. La proposta di collocarli nelle strutture ospedaliere dismesse appare assolutamente strampalata, priva di ogni logica e addirittura destabilizzante e pericolosa da molteplici punti di vista”. Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera rispondendo alla proposta avanzata dal sindaco di Milano Giuseppe Sala di utilizzare gli ospedali dismessi di Garbagnate e San Gerardo di Monza come centri di accoglienza per i profughi.
MANCANO REQUISITI DI SICUREZZA – “In primo luogo – ha spiegato l’assessore- le strutture ospedaliere dismesse non hanno i requisiti di sicurezza e agibilita’ e necessiterebbero di rilevanti risorse. Inoltre collocare in unico luogo centinaia di persone creerebbe giganteschi problemi di ordine pubblico e potenzialmente anche sanitari. Per questi motivi Regione Lombardia e’ assolutamente indisponibile a mettere a disposizione gli ospedali dismessi di propria proprieta’”.
OSPEDALE GARBAGNATE – “Per quanto riguarda l’ospedale dismesso di Garbagnate- di proprieta’ del Comune di Milano – ha continuato – diffidiamo assolutamente da compiere una decisione che rischia di essere devastante. Il ‘vecchio’ ospedale di Garbagnate e’ collocato letteralmente affianco al nuovo ed e’ ad esso collegato anche da passaggi sotterranei, quindi il rischio e’ quello di creare una ‘favelas’ accanto ad un luogo di sofferenza e cura con pericoli anche sanitari, oltre di incolumita’ delle strutture del nuovo presidio ospedaliero”.
POLITICHE GOVERNO FALLIMENTARI – “Spero vivamente – ha concluso Gallera- che l’improvvida uscita del sindaco Sala sia stata dettata esclusivamente dalla pressione psicologica dovuta al senso d’impotenza di fronte a queste continue ondate di arrivi non programmati e non coordinati e scaricati, da un Governo fallimentare, sulle sole spalle dell’amministrazione milanese. Il problema va affrontato e gestito sul tavolo del Ministero dell’Interno e non immaginando di stipare decine e centinaia di persone in stabili dismessi e non idonei”.

