Maestro della commedia popolar-cinematografica, da Tomas Milian a Bud Spencer, una vita passata a far ridere gli italiani, senza chiedere il permesso ai critici.
Bruno Corbucci era uno di quei registi che la critica ha spesso guardato dall’alto in basso, mentre il pubblico continuava ad applaudire. E soprattutto a comprare il biglietto. Fratello di Sergio, uno dei padri dello spaghetti western, Bruno avrebbe costruito una carriera fatta di commedie, parodie, poliziotti improbabili e battute politicamente scorrette. Un cinema popolare, senza complessi d’inferiorità e con una straordinaria capacità di raccontare la romanità.
Da Totò a Tomas Milian, il cinema che parlava romano
La gavetta comincia negli anni Cinquanta, scrivendo per il teatro e il cinema comico. Lavora con Totò, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, prima di passare dietro la macchina da presa. Nel 1965 firma, insieme a Gianni Grimaldi, James Tont operazione U.N.O., parodia casereccia dell’iconico agente segreto britannico con licenza di uccidere. Ma la consacrazione arriva nel 1976 con Squadra antiscippo, primo capitolo delle avventure di Nico Giraldi, il poliziotto interpretato da Tomas Milian, cubano di nascita e romano d’adozione cinematografica.
Capelli lunghi, abbigliamento da borgataro, linguaggio decisamente poco istituzionale. Un tutore dell’ordine che oggi farebbe venire un esaurimento nervoso agli addetti alla comunicazione della Questura. Spesso confuso con Er Monnezza, altro personaggio interpretato da Milian, Nico Giraldi diventa un fenomeno popolare anche grazie al doppiaggio di Ferruccio Amendola, capace di trasformare ogni battuta in un piccolo monumento al romanesco.
La Roma delle borgate, delle parolacce e delle risat
Nei film di Corbucci la Capitale non è quella delle cartoline turistiche. È una città di periferie, traffico, piccoli truffatori, commissariati e personaggi che sembrano usciti direttamente da una discussione al bar. Da Squadra antifurto a Assassinio sul Tevere, passando per Delitto sull’autostrada, il regista costruisce una Roma sgangherata, irresistibile e profondamente umana. Dirige anche Bud Spencer e Terence Hill in Miami Supercops e approda alla televisione con Classe di ferro, dimostrando che il mestiere di far divertire – se lo sai fare bene – non conosce confini.
Bruno Corbucci muore a Roma nel 1996, lasciando una filmografia che continua a vivere nelle repliche televisive e nella memoria degli appassionati.
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