Mario Calabresi si prepara a entrare nella corsa per Palazzo Marino. L’ex direttore di Repubblica e La Stampa ha annunciato l’intenzione di lasciare gli incarichi ricoperti in Chora Media e nel gruppo Be Water Content, passaggio che negli ambienti politici milanesi viene letto come il preludio alla candidatura a sindaco di Milano.
Nel pomeriggio il giornalista ha incontrato la redazione di Chora Media, la società di storytelling e podcast che ha fondato nel 2020 insieme a Guido Maria Brera, Mario Gianani e Roberto Zanco. L’appuntamento dovrebbe servire a formalizzare l’uscita dagli incarichi operativi. Le voci su una sua candidatura a sindaco, intanto, si fanno sempre più insistenti. Nelle scorse ore era circolata anche l’ipotesi di un annuncio già in giornata, ma al momento non sarebbe previsto alcun comunicato politico ufficiale.
Il dato più rilevante resta però il disimpegno dalla società. Un passaggio che rafforza ulteriormente uno scenario ormai da tempo al centro del dibattito nel centrosinistra milanese: quello di Calabresi candidato alla successione di Giuseppe Sala. Resta da capire quando arriverà l’ufficializzazione e quale sarà il percorso scelto per la candidatura, a partire dall’eventuale confronto con gli altri aspiranti alle primarie del centrosinistra. Intanto, il primo imprescindibile passaggio è avvenuto: come rivelato da Affaritaliani.it lo scorso 23 luglio, infatti, l’ex direttore Repubblica e Stampa era vincolato da una clausola che gli impediva di assumere incarichi pubblici fino al 31 dicembre 2026, pena il pagamento di una penale e la cessione delle quote detenute nella società a titolo gratuito. La sua fuoriuscita da Chora sgombra ora completamente il campo.
Calabresi: “Voglio intraprendere un nuovo percorso personale”
“Dopo sei anni e 420 serie podcast lascio Chora. Scrivere questa frase mi fa fatica e molta impressione”, ha confermato Calabresi sui social. “Chora è stata una casa ma anche la mia terza figlia. Un’avventura straordinaria”. Calabresi sottolinea di lasciare la società in una fase positiva: “La lascio quando va benissimo: è solida, piena di energie, di idee, continua a crescere, è in buone mani e da questa settimana ha una bellissima sede sul Naviglio”. Poi il passaggio che inevitabilmente viene letto in chiave politica: “Lascio perché sento forte il richiamo a percorrere una strada nuova”. L’ex direttore di Repubblica e La Stampa ha anche confermato di essersi dimesso da direttore e di non essere più socio. “Domani guarderò al futuro, oggi voglio fermarmi a pensare con emozione e gratitudine a quello che abbiamo costruito insieme”, ha aggiunto, prima di concludere: “Chiudo un capitolo importante della mia vita per essere libero di intraprendere un nuovo e diverso percorso personale”.
BeWater ha confermato che Calabresi lascia tutte le cariche nel gruppo e cede l’intera partecipazione societaria, con decorrenza dal primo settembre. Un’uscita netta dal progetto editoriale fondato nel 2020 che, alla luce delle voci sulla corsa a Palazzo Marino, rende sempre più vicino il passaggio dalla suggestione alla candidatura.


