Il vertice dei leader del centrodestra non basta a sciogliere il nodo della candidatura a sindaco di Milano. Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi si sono confrontati nel corso di un pranzo di lavoro a Roma, ma dal faccia a faccia non è uscita ancora una sintesi sul nome da schierare nella corsa a Palazzo Marino. La partita resta sostanzialmente aperta su tre opzioni: Silvia Sardone per la Lega, Matteo Perego di Cremnago per Forza Italia e Maurizio Lupi, sostenuto in particolare da una componente di Fratelli d’Italia. E, almeno per il momento, nessuna delle tre candidature sembra essere riuscita a prevalere sulle altre.
Salvini continua a spingere Sardone
Matteo Salvini, ricostruisce Ansa, continua a puntare sulla vicesegretaria della Lega Silvia Sardone, già indicata pubblicamente dal leader del Carroccio come possibile candidata per Milano. Per Salvini arrivare al congresso federale della Lega, previsto il 24 e 25 ottobre, con la candidatura ormai ufficializzata rappresenterebbe anche un risultato politico importante sul fronte interno. Ma gli alleati non sembrano ancora pronti a convergere sul suo nome. Forza Italia continua infatti a sostenere Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla Difesa, sul quale però, secondo quanto filtra, non mancherebbero perplessità anche all’interno dello stesso partito. Perego potrebbe però contare sull’appoggio di una parte di Fratelli d’Italia. Un’altra componente del partito di Giorgia Meloni guarda invece con favore a Maurizio Lupi, soluzione sponsorizzata in particolare dal presidente del Senato Ignazio La Russa.
Meloni non si sbilancia e l’intesa slitta ancora
Gli occhi degli alleati restano quindi puntati su Giorgia Meloni, che al momento non avrebbe espresso una preferenza definitiva. Il risultato è che il confronto tra i leader si chiude ancora una volta senza una decisione. L’appuntamento con la candidatura unitaria viene quindi rinviato, mentre nella coalizione resta la consapevolezza che la partita milanese sarà tutt’altro che semplice. Il centrodestra parte infatti dalla posizione di sfidante dopo quindici anni di amministrazioni di centrosinistra, ma guarda con attenzione anche alle tensioni che stanno attraversando il fronte opposto. “Loro sono nel panico. Noi siamo gli sfidanti, ci prepariamo al meglio con le nostre candidature. Sono tre candidati di ottimo profilo”, ha osservato Carlo Fidanza di Fratelli d’Italia. Per ora, però, proprio la presenza di tre candidature sul tavolo certifica quanto la soluzione sia ancora lontana.


