La discesa in campo di Mario Calabresi accelera il confronto nel centrosinistra milanese, ma Giuseppe Sala invita tutti a non bruciare le tappe. Prima il programma, poi la verifica sulla possibilità di individuare un candidato condiviso e solo in caso di mancata intesa le primarie. Non subito, comunque: “Non ho mai visto farle otto mesi prima del voto”.
È il percorso indicato dal sindaco di Milano alla Festa dell’Unità, mentre la corsa verso Palazzo Marino entra in una fase sempre più concreta in vista delle Comunali del 2027. L’uscita di Calabresi dalle cariche in Chora Media, accompagnata dall’annuncio della volontà di “intraprendere una strada nuova”, ha impresso una evidente accelerazione al dibattito sulla successione a Sala. “È chiaro che Calabresi è uscito con largo anticipo”, ha osservato il primo cittadino, precisando però di non voler prendere posizione sui singoli nomi. “Io non ho nessun ruolo se non quello di ragionare sui tempi e sul percorso, ma non parlo dei singoli”.
Sala: “Le primarie non sono né un dogma né un tabù”
Secondo Sala, i partiti dovranno innanzitutto verificare se esistano le condizioni per convergere su una candidatura unitaria. “Quello che sembra di capire è che cercheranno tra di loro un confronto per vedere se c’è una candidatura condivisa. Se non sarà possibile, arriveremo alle primarie”. Una soluzione che il sindaco non esclude affatto, ma che considera prematura nelle prossime settimane. “Le primarie non sono né un dogma né un tabù, possono essere una soluzione. Ma immaginare che siano domani mattina o fra un mese la vedo difficile. È evidente che va fatto un percorso di discussione sui programmi e sulle cose che uniscono e dividono”.
Sala ricorda anche che per le amministrative esiste già una finestra temporale, indicativamente tra il 15 aprile e il 15 giugno. Da qui l’ipotesi che, qualora fossero necessarie, le primarie possano collocarsi più avanti, tra gennaio e febbraio.
Il messaggio ad Azione: “Chi vuol bene ai candidati non ci metta il cappello”
Nel frattempo Azione spinge perché il centrosinistra converga direttamente su Calabresi, evitando il passaggio delle primarie. Una mossa sulla quale Sala invita alla prudenza. “Chi vuol bene ai candidati sindaco è meglio che non ci metta il cappello, perché automaticamente li mette subito in condizione di dover chiarire delle cose che è difficile chiarire”, ha spiegato. Il sindaco non mette però in discussione la presenza del partito di Carlo Calenda nel perimetro della coalizione: “Che Azione partecipi al percorso per individuare un candidato del centrosinistra ci sta. Sono stati con me per un lungo periodo, quindi è normale che ci sia questo tentativo”.
Albertini apre a Calabresi, Sala: “Non gli fa bene”
A movimentare ulteriormente il quadro sono state anche le parole dell’ex sindaco Gabriele Albertini, che ha definito Calabresi un candidato potenzialmente vincente arrivando a ipotizzare, nel caso il centrodestra non individuasse una figura convincente, anche un voto disgiunto in suo favore. Un endorsement che secondo Sala rischia però di trasformarsi in un boomerang. “Certamente non gli fa bene. Credo che l’elettorato del centrosinistra, che è plurimo, vario e con tante sensibilità, non prenda bene una cosa del genere. Non credo che questa riflessione sia nell’interesse di Calabresi”.
Centrosinistra, Sala: “Allargare il campo il più possibile”
Il sindaco ribadisce quindi l’obiettivo politico: costruire una coalizione quanto più larga possibile, ma partendo da un confronto reale sui contenuti. “A Milano mi pare che il tentativo sia di allargare il più possibile il campo largo, che in sé non è sbagliato”, ha spiegato. “Quando parlo di programma non parlo della scrittura di duemila pagine, ma di trovare un confronto sulle cose che possono essere più divisive. I partiti possono vedere le cose in maniera diversa: questo è il momento di capire se sulle differenze si trova un consenso”.
Un’impostazione che Sala estende anche alla sfida regionale. Dal palco della Festa dell’Unità il sindaco ha sostenuto che la Lombardia, storicamente governata dal centrodestra, alle prossime elezioni potrebbe diventare realmente contendibile. “Con un percorso e i tempi giusti si può conquistare. Per vincere bisogna avere idee chiare, un programma, volti credibili ed essere capaci nella comunicazione”.
E sul proprio futuro politico Sala manda infine un segnale netto al Pd. Alla domanda su chi voterebbe in eventuali primarie nazionali, ha risposto senza esitazioni: “Voterei Schlein”, sia per “stima personale” sia per “riconoscenza” verso il partito che più di tutti ha sostenuto le sue amministrazioni. Quanto a una futura tessera, il sindaco lascia pochi dubbi: “Forse a Milano è stato anche un vantaggio non avere la tessera di un partito, ma penso che se una persona vuole continuare a fare politica a un certo punto la dovrà fare. Quale? Non c’è nemmeno bisogno che risponda. Io mi sento del Pd”.


