Pietro Tatarella mette il proprio nome sul tavolo del centrodestra per la corsa a Palazzo Marino. L’ex consigliere comunale di Forza Italia, tornato alla politica dopo sette anni e dopo l’assoluzione nell’inchiesta Mensa dei Poveri, presenta una candidatura dichiaratamente politica e lo slogan “Non lasceremo indietro nessuno“. Tra le priorità indicate ci sono casa, sicurezza, manutenzione dei quartieri e regole urbanistiche certe. E sulle primarie avverte: “Sono pronto a sfidare Lupi e Sardone“.
Dall’aula di tribunale al ritorno nelle piazze: la fine di un lungo esilio
Non una candidatura civica costruita fuori dai partiti, ma il ritorno esplicito di un esponente che rivendica la propria storia nel centrodestra milanese. Pietro Tatarella ha annunciato la disponibilità a correre per la carica di sindaco di Milano alle elezioni del 2027, mettendo il proprio nome a disposizione di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati. L’ex consigliere comunale torna sulla scena politica dopo sette anni di assenza, segnati dalla vicenda giudiziaria legata all’inchiesta Mensa dei Poveri e conclusa con l’assoluzione dalle accuse di corruzione.
“La mia candidatura non è una rivalsa dopo quello che mi è successo, è solo un riprendere la mia attività politica da dove l’avevo interrotta, quando facevo il consigliere comunale ed ero stato uno dei più votati del centrodestra, perché presi più di 5mila preferenze e quando mi arrestarono a breve sarei entrato al Parlamento europeo. Ricomincio da dove ho lasciato”, ha spiegato durante la conferenza stampa. La campagna partirà dallo slogan “Non lasceremo indietro nessuno”, scelto per sintetizzare una proposta che punta a tenere insieme sviluppo economico e attenzione ai quartieri e alle fasce più fragili della popolazione.
La leadership si decide tra i partiti: lo stop ai candidati esterni civici
Tatarella respinge il dibattito tra candidato civico e politico che da mesi attraversa il centrodestra. A suo giudizio, la coalizione deve assumersi direttamente la responsabilità della sfida a Palazzo Marino. “A Milano ora è tempo della politica”, ha dichiarato. “Io penso che se il centrodestra decide di fare sintesi sul mio nome, abbiamo delle ottime chance di tornare a governare la città. Spero che la decisione venga presa a breve”. L’ex esponente di Forza Italia ha già avviato interlocuzioni con rappresentanti dei diversi partiti: “Ho sentito tanti esponenti di FdI e di altri partiti in modo personale. Sappiamo che il centrodestra ha sempre usato il metodo di sedersi al tavolo, fare sintesi e indicare il miglior nome”. Secondo Tatarella, il confronto potrebbe entrare nel vivo nel giro di pochi giorni. “Penso che nel giro della prossima settimana si sbloccherà qualcosa. Il tavolo verrà convocato a brevissimo. Ritengo opportuno che la mia candidatura arrivi su quel tavolo, perché penso di poter dire qualcosa alla città“.
Tatarella ha riferito di avere raccolto “tanti apprezzamenti” e diverse disponibilità a sostenerlo, parlando direttamente con esponenti di Fratelli d’Italia, Lega e delle altre componenti della coalizione. Dal Carroccio, in particolare, sarebbero arrivati “riscontri positivi“. Più delicata è la posizione di Forza Italia, il partito nel quale Tatarella ha costruito la propria carriera politica ma al quale oggi non è più iscritto. Non è ancora chiaro se il segretario regionale Alessandro Sorte porterà ufficialmente il suo nome al tavolo. “Non ho più alcuna tessera, ma tra i nomi in campo non credo ci sia nessuno che possa incarnare i valori di Forza Italia più di me. Sono convinto che le valutazioni del partito siano molto positive“, ha affermato. La candidatura, dunque, viene proposta come autonoma ma pienamente inserita nella storia e nel perimetro politico del centrodestra.
I conti con il passato: le preferenze del 2016 come base per il consenso
Tatarella non ritiene probabile che il centrodestra scelga il candidato attraverso le primarie. Ma, qualora i partiti decidessero di adottare questo metodo, si dice pronto a confrontarsi con Maurizio Lupi e Silvia Sardone, due dei nomi più discussi nelle ultime settimane. “Non credo che si arriverà alle primarie perché non sono nel dna del centrodestra. Se i partiti dovessero decidere di farle sicuramente non mi tirerò indietro“, ha chiarito. L’ex consigliere comunale rivendica quindi il proprio risultato elettorale del 2016: “Penso di avere battuto nel 2016 sia Silvia Sardone che Lupi con 5.600 preferenze prese per il Consiglio comunale, ho doppiato Sardone e superato Lupi di migliaia di voti. Se decideranno di fare le primarie parteciperò”. Tatarella ha ricordato anche il risultato raccolto alle successive elezioni europee: “Quando ero già in carcere mille persone hanno scritto il mio nome sulla scheda“.
Largo ai quarantenni: la rottura con la vecchia guardia milanese
Pur riconoscendo l’esperienza e il profilo di Maurizio Lupi, Tatarella pone apertamente una questione di ricambio generazionale all’interno della coalizione. “Lupi lo stimo, siamo nati nello stesso quartiere, cioè Baggio. Ritengo che sia il momento per la mia generazione di dare un contributo importante, sono anni che Milano non fa crescere nessuno”, ha dichiarato. La critica riguarda il sistema di selezione della classe dirigente milanese: “Le persone che oggi vorrebbero dare le carte per amministrare la città sono sempre le stesse, ma è cresciuta una classe dirigente che non è mai stata valorizzata“. Il confronto interno non si limita quindi alle possibilità elettorali dei singoli nomi, ma investe anche l’identità del centrodestra che si presenterà agli elettori dopo quindici anni di amministrazioni di centrosinistra.
Caccia al centro: l’obiettivo di sottrarre i delusi del terzo polo a Majorino
La candidatura di Tatarella punta anche a intercettare un elettorato moderato che non si riconosce stabilmente nel centrodestra. Alla domanda su un possibile allargamento verso le forze centriste, l’ex consigliere ha rimesso la decisione ai partiti, rivendicando tuttavia una capacità di dialogo con quell’area politica. “Sono i partiti a fare la sintesi. Se io penso all’elettorato di Azione o di Italia Viva credo di poterli rappresentare meglio io di Majorino“, ha affermato, citando uno dei nomi più accreditati nel campo del centrosinistra.
“La Procura ha fatto scappare i fondi”
Tra i temi centrali della proposta compare l’urbanistica, settore attraversato negli ultimi anni dalle inchieste della Procura di Milano. Secondo Tatarella, l’incertezza normativa e giudiziaria avrebbe avuto conseguenze dirette sugli investimenti. “L’inchiesta sull’urbanistica ha fatto scappare i fondi“, ha sostenuto. “Il fatto di non avere norme certe, di costruire una casa e poi vedere la Procura che la sequestra, ha allontanato chi fino a oggi ha investito nella città. Bisognerà decidere quali sono le norme, perché non possiamo permetterci di far scappare gli investitori”. Tatarella ha inoltre assicurato che, in caso di elezione, rivendicherà l’autonomia della politica rispetto alla magistratura: “Non sarò un sindaco che si farà dettare l’agenda dalla Procura di Milano. Ognuno fa il suo lavoro, ma non possiamo sottoporre la politica alla Procura e al Palazzo di Giustizia“.
La polemica contro l’ex pm Tiziana Siciliano
Parole dure sono state rivolte anche a Tiziana Siciliano, ex procuratrice aggiunta di Milano e ora candidata nella lista civica promossa dall’imprenditore Massimiliano Lisa. “Tiziana Siciliano semplicemente continua a fare politica, prima probabilmente la faceva dentro il Palazzo di Giustizia, ora la fa esponendosi e candidandosi”, ha dichiarato Tatarella. “Si candida, ma sono curioso di capire con quale spirito, perché non vedo una visione politica. Se devo scegliere tra quella lista e le Famiglie Sospese, non avrei dubbi da che parte stare”. Il riferimento è ai cittadini che hanno acquistato abitazioni in progetti coinvolti nelle indagini sull’urbanistica milanese e che si sono ritrovati in una situazione di incertezza dopo sequestri e blocchi dei cantieri.
Oltre i grandi eventi: il ritorno alla cura delle strade e dei servizi essenziali
Sul piano amministrativo Tatarella indica come priorità il tema dell’abitare. La proposta è quella di costruire un Piano casa capace di “dare una risposta a quella parte della popolazione che ha bisogno di trovare un’abitazione a Milano a un prezzo concorrenziale“. Accanto alla casa vengono sicurezza, contrasto al degrado e manutenzione ordinaria. “Bisogna tornare a prendersi cura della città e dare risposte alle famiglie, partendo dalle piccole cose che cambiano la vita delle persone: il taglio dell’erba, le buche nelle strade e le zone non presidiate”, ha spiegato. Secondo Tatarella, i quindici anni di governo del centrosinistra hanno portato a Milano grandi appuntamenti internazionali, da Expo alle Olimpiadi, senza però risolvere i problemi quotidiani di molti quartieri. Milano, nella sua visione, non deve rinunciare alla crescita e agli investimenti, ma deve recuperare una dimensiona più concreta dell’amministrazione. È su questo terreno che Tatarella intende costruire la propria campagna e convincere il centrodestra a trasformare la disponibilità annunciata in una candidatura ufficiale.

