di Lorenzo Zacchetti
Collaboro con la Uefa da diversi anni e mi era già capitato di vedere da vicino il magnifico trofeo della Champions League.
Avevo persino provato la grande emozione di tenere in mano la coppa vinta dalla Juve all’Heysel, nella drammatica notte del 29 maggio 1985. Quel giorno io ero un ragazzino di 13 anni, già pazzo per il calcio, e la strage dei tifosi mi ha colpito in maniera profonda. Trovarmi nella sala dei trofei bianconeri e vedere la coppa alzata al cielo di Bruxelles da Scirea mi aveva dato un brivido.
Eppure, la cerimonia dell’handover svoltasi a Palazzo Marino lo scorso giovedì non è stata meno emozionante. Di fronte alla coppa più ambita del calcio europeo, anche consumati professionisti ritornano bambini e sentono il cuore battere forte nel petto.
Si emozionano anche i Sindaci. Giuliano Pisapia ha ricordato il trionfo della Grande Inter capitanata da Facchetti, scolpito nella sua memoria anche se il nostro primo cittadino è un interista molto all’acqua di rose, non accanitissimo.
I due più accreditati successori all’incarico sono invece piuttosto appassionati: Beppe Sala è anch’esso interista, mentre Stefano Parisi è romanista, anche se in campagna elettorale – comprensibilmente – tende a non parlarne troppo.
Giustamente soddisfatta l’assessora allo sport Chiara Bisconti, che ha lavorato molto per concludere il proprio mandato con questo grande evento, che pone Milano nuovamente sotto gli occhi di tutto il mondo, dopo Expo.
Dolci ricordi sono stati sollecitati dalla presenza di alcuni grandi protagonisti dei successi europei rossonerazzurri: Franco Baresi e Demetrio Albertini per il Milan, Javier Zanetti per l’Inter. Il vicepresidente nerazzurro è da tempo milanese d’adozione, al punto da affermare con assoluta naturalezza che l’evento “è un grande orgoglio per la nostra città”.
Emozioni meno piacevoli hanno invece fatto palpitare gli inservienti del Comune (e l’addetto stampa Daniele De Luca), quando si è scoperto che il trofeo non si staccava dal supporto al quale era stato fissato, all’interno del furgone che lo ha trasportato fino all’ingresso secondario del Municipio.
Tra panico e sudori freddi, alla fine si è riusciti a mettere il trofeo della Champions, accanto al suo corrispettivo femminile, sul palchetto allestito in Sala Alessi, a disposizione dei tanti milanesi che hanno voluto ammirarlo da vicino.
Ma quanto sappiamo della coppa più affascinante d’Europa?
Ecco alcune curiosità che non tutti conoscono:
-Il trofeo della Champions League pesa 7,5 kg ed è alto 73,5 cm.
-Quella in palio a Milano è la quinta versione del trofeo, perché l’originale viene consegnato soltanto a chi la vince per cinque volte o per tre volte di seguito.
-Di conseguenza, gli unici club che hanno l’onore di conservare in bacheca la coppa originale sono Real Madrid, Ajax, Bayern Monaco, Milan e Liverpool. A tutti gli altri Campioni d’Europa viene invece assegnata una copia, il cui valore sportivo non è di certo inferiore.
-A forgiare la “coppa dalle grandi orecchie” è stato l’artista svizzero Jürg Stadelmann, che lo ha disegnato insieme al padre Hans. Le incisioni sono state realizzate da Fred Bänninger.
-Il multiple-winner badge è lo stemma che viene assegnato alle squadre che vincono la Champions League o l’Europa League per tre volte consecutive o per almeno cinque volte in totale. La patch raffigura il trofeo in questione ed il numero di volte che lo si è vinto. La Uefa ha introdotto questo distintivo a partire dalla stagione 2000/01, assegnandolo subito alle squadre sopra citate per aver conquistato la versione originale della ex Coppa dei Campioni.
-Dal 2004/05 viene assegnato anche il title-holder logo, una specie di “scudetto europeo” che viene cucito sulla maglia della squadra che nella stagione precedente ha conquistato la vittoria della Champions League.
-Milano è l’unica città europea ad aver vinto la Coppa dei Campioni/Champions League con entrambe le sue squadre: il Milan 7 volte e l’Inter 3.
-San Siro è l’unico stadio europeo nel quale si è giocata una semifinale di Champions sia all’andata che al ritorno: è accaduto nel 2002/03, quando il Milan ha vinto l’euroderby contro l’Inter grazie ai gol… in trasferta!
-Quella del 28 maggio sarà la quarta finale di Coppa dei Campioni/Champions League ad essere disputata a Milano. Nel 1965 l’Inter vinse 1-0 contro il Benfica, nel 1970 il Feyenoord sconfisse il Celtic 2-1 ai supplementari e nel 2001 il Bayern Monaco vinse ai rigori contro il Valencia.
-In assoluto, sarà la nona finale di Coppa dei Campioni/Champions League in Italia. Per il nostro Paese si tratta di un record, in quanto l’edizione 2016 ci consente di staccare la Germania, ferma a quota otto.
-La nazione col maggior numero di vittorie nella competizione è la Spagna (15), seguita da Italia e Inghilterra (12).
-Il record di finali perse spetta alla Juventus: su otto finali, ne ha perse sei, le ultime quattro consecutive.
-Clarence Seedorf è l’unico calciatore ad aver sollevato il trofeo con tre maglie differenti: Ajax (1995), Real Madrid (1998) e Milan (2003 e 2007).
-Solo sei giocatori che hanno vinto il trofeo sono poi riusciti a ripetersi, vincendolo anche come allenatori. Sono due italiani, due spagnoli e due olandesi: Carlo Ancelotti, Giovanni Trapattoni, Pep Guardiola, Miguel Munoz, Johan Cruyff e Frank Rijkaard.






