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Milano, Sala annuncia l’uscita da Finalter: “In pace con la mia coscienza, mai avuto benefici economici”

Il sindaco riferisce in Consiglio comunale sulla quota del 20% nella società di consulenza al centro degli accertamenti di Procura e Guardia di Finanza. “Mai ricevuto un euro in dieci anni”. Il Pd rinnova la fiducia, le opposizioni attaccano su trasparenza, opportunità e intrecci relazionali

Milano, Sala annuncia l’uscita da Finalter: “In pace con la mia coscienza, mai avuto benefici economici”
Beppe Sala

Giuseppe Sala prova a chiudere politicamente il caso Finalter annunciando la dismissione della propria partecipazione nella società di consulenza. Il sindaco di Milano lo ha comunicato davanti al Consiglio comunale, dove è intervenuto per chiarire la sua posizione dopo la notizia degli accertamenti avviati dalla Procura e dalla Guardia di Finanza su alcune consulenze affidate a Finalter da Engineering, società che negli anni ha ottenuto commesse da Palazzo Marino. Sala, socio al 20% dalla fine del 2015, ha respinto le accuse e le ricostruzioni che mettono in dubbio la sua correttezza. “Ognuno risponde alla propria coscienza e io con la mia sono in pace”, ha affermato, assicurando di non avere mai tratto alcun vantaggio economico dalla partecipazione.

Sala: “Mai avuto benefici economici, non un euro in dieci anni”

Finalter è partecipata per l’80% da Cinque G, società riconducibile alla moglie e alla figlia di Pietro Galli, già collaboratore di Sala ai tempi di Expo e dal 2023 componente del consiglio di amministrazione di Atm. Il restante 20% appartiene al sindaco, che ha ricordato come la società sia stata costituita dopo l’Esposizione universale e prima della sua elezione a Palazzo Marino, con un investimento iniziale di 10mila euro. “Ho una lunga carriera professionale, manageriale e poi politica alle spalle. Non ho da ridire se vengono criticate le mie capacità professionali, ma mi dispiace se si fanno illazioni sulla mia integrità morale”, ha detto il primo cittadino. Sala ha quindi ribadito di non avere incassato dividendi o compensi: “In dieci anni di attività della società non ho mai avuto benefici economici. Non un singolo euro in dieci anni”. Dopo le polemiche ha annunciato che cederà la quota al socio di maggioranza allo stesso valore dell’investimento iniziale.

La partecipazione trasferita in un trust

Il sindaco ha spiegato che, una volta entrato in politica, la quota era stata congelata in un trust con sede in Italia. Il gestore fiduciario è il notaio Filippo Zabban, professionista che ha ricevuto anche incarichi dal Comune ed è stato scelto da Milan e Inter per il rogito relativo alla vendita dello stadio di San Siro. Sala ha contestato anche l’accusa di non avere dichiarato la partecipazione societaria negli atti pubblicati dal Comune. La quota, ha sostenuto, era stata indicata nel settembre del 2016 e, in assenza di successive modifiche, la legge non imponeva di ripetere ogni anno la dichiarazione.

“Giustizialismo a correnti alternate”

L’intervento del sindaco si è concentrato anche sul trattamento mediatico e politico della vicenda. Sala ha parlato di “affermazioni false e tendenziose”, di “giustizialismo a correnti alternate” e di un “intreccio tra media e politica”. Secondo il primo cittadino, la vicenda sarebbe stata amplificata anche per la possibilità di associare direttamente il suo volto alla notizia: “C’era l’opportunità di mettere la mia foto all’interno dell’articolo e di buttarmi la croce addosso”.

Fratelli d’Italia protesta in Aula: “Milano è una mangiatoia”

La seduta si è aperta con la protesta dei consiglieri di Fratelli d’Italia, che hanno esposto al centro dell’Aula una scatola di cartone con la scritta “La mangiatoia di Milano, città fuori controllo”. Per il capogruppo Riccardo Truppo, Milano “in mano alla sinistra è trasformata in un comitato d’affari di pochi”. Truppo ha precisato che la contestazione non era rivolta soltanto alla posizione personale del sindaco, ma alla situazione complessiva dell’amministrazione: “Oggi lei, sindaco, viene a darci delle spiegazioni su tematiche che la riguardano personalmente”. Il capogruppo di FdI ha comunque espresso “totale vicinanza umana” a Sala, lamentando però un Consiglio comunale ancora una volta occupato dalle vicende del centrosinistra.

Lega: “Nessun attacco giudiziario, il problema è politico”

La vicesegretaria della Lega Silvia Sardone ha escluso attacchi sul piano giudiziario, ricordando di non avere colpito Sala neppure quando era indagato per Expo. “Non lo farò nemmeno oggi”, ha affermato, sostenendo però che la questione non dovrebbe essere discussa a Palazzo Marino: “Ne parlerà in tribunale qualora mai dovesse essere rinviato a giudizio”. La Lega ha invece rivendicato una contestazione interamente politica, definendo Sala “il peggior sindaco che Milano abbia avuto”.

Forza Italia: “Il nodo è la trasparenza politica”

Per il capogruppo di Forza Italia Luca Bernardo, il punto centrale resta quello della trasparenza. “A noi tutti consiglieri è richiesto ogni anno di scrivere sul nostro aspetto patrimoniale”, ha osservato, contestando la gestione delle comunicazioni relative alla partecipazione societaria del sindaco.

Padalino (Noi Moderati): “Non basta chiedersi se sia legittimo, conta l’opportunità”

Più articolata la posizione della capogruppo di Noi Moderati Mariangela Padalino, che ha ringraziato Sala per essere intervenuto in Consiglio, definendo la sua presenza “un atto dovuto verso il Consiglio e verso i milanesi”. Il tema, ha chiarito, non è però giudiziario, bensì politico e riguarda “una parola sola: etica pubblica”. “Chi amministra una città come Milano non deve soltanto essere imparziale: deve anche apparirlo”, ha affermato Padalino, chiedendo che siano evitate anche le situazioni capaci di generare il dubbio di una sovrapposizione tra interesse pubblico, interessi privati e rapporti personali.

La consigliera ha richiamato il rapporto tra Sala e Pietro Galli: da un lato il sindaco, fondatore di Finalter e titolare attraverso un trust di una quota della società; dall’altro il suo storico collaboratore ai tempi di Expo, socio d’affari e componente del cda di Atm su indicazione dell’amministrazione comunale.“Tutto questo può essere perfettamente legittimo. Ma la politica non può fermarsi alla domanda ‘è legittimo?’. Deve chiedersi anche: ‘è opportuno?’”, ha detto Padalino. Secondo la capogruppo di Noi Moderati, il punto non è il singolo incarico ma “l’intreccio relazionale” che si crea. Un modello da lei ricondotto al cosiddetto “capitalismo relazionale”, nel quale diventa difficile distinguere tra rapporto fiduciario e prevalenza dell’interesse pubblico.

Il Pd rinnova la fiducia: “Sala non si è sottratto al confronto”

Sul fronte della maggioranza, la capogruppo del Pd Beatrice Uguccioni ha difeso il sindaco e rivendicato il valore del suo intervento in Aula. “Ringrazio il sindaco che ha dimostrato di non sottrarsi al dibattito. Con il suo intervento ha voluto ribadire un principio fondamentale per le istituzioni, la trasparenza. Al sindaco rinnoviamo la nostra fiducia”, ha dichiarato. Uguccioni ha quindi replicato alle opposizioni, ricordando che la discussione era stata richiesta proprio dal centrodestra: “Se oggi siamo qui a non occuparci dei problemi dei milanesi è perché loro stessi hanno richiesto di parlare in questa Aula di questo tema”. La capogruppo dem ha aggiunto di essere certa che Sala assumerà “tutte le decisioni necessarie per tutelare l’istituzione che guida”, rivendicando la posizione garantista del partito: “Oggi si invocano le dimissioni del sindaco, ogni luglio si chiedono le sue dimissioni. Siamo garantisti, lo siamo per convinzione e non per opportunità”.

I Verdi difendono Sala ma criticano la gestione delle nomine

A Sala è arrivata anche la solidarietà dei Verdi, che hanno però rilanciato una critica alla gestione interna dell’amministrazione. Il sistema delle nomine, hanno osservato, è stato “sempre poco condiviso e molto accentrato”. L’annuncio della cessione delle quote punta ora a rimuovere alla radice ogni possibile ombra politica. Gli accertamenti giudiziari proseguiranno sul loro binario, mentre a Palazzo Marino resta aperto il confronto sul sistema di relazioni tra amministrazione, società partecipate, professionisti e interessi privati.